I RACCONTI DI MILU'

Sole di maionese e mare minestrone

Il sole di maionese

Il cielo ingiallì improvvisamente e il sole, al gusto di maionese, iniziò a colare sopra la città, proprio mentre le nuvole lanciavano una violenta grandinata di patatine fritte croccanti e salate al punto giusto.



Il signor Hotdog aprì prontamente il suo ombrello al contrario per raccogliere il pranzo, mentre i passanti correvano felici intingendo i coni di carta direttamente nell’aria pesante e profumata di uovo e limone.

Il sindaco Ketchup

In quel momento, dal balcone del municipio, si affacciò il Sindaco Ketchup. Era un uomo tondo, completamente rosso, che indossava una fascia tricolore sopra una bottiglia di plastica flessibile.

«Cittadini!» urlò il Sindaco Ketchup, spremendosi la pancia per dare enfasi al discorso ed emettendo un fischio d’aria imbarazzante. «Il condimento è tratto! Gustatevi questa pioggia finché dura!»

Arriva l’astronave

All’improvviso, un’astronave a forma di gigantesco centrifugato di sedano atterrò in mezzo alla piazza, schiacciando una panchina di marzapane. Il portellone si aprì ed uscirono tre extraterrestri vegani: creature gelatinose fatte interamente di tofu biologico, con antenne a forma di germogli di soia.

Il loro capo fece un passo avanti, intenzionato a colonizzare la Terra per liberarla dalle emissioni di carbonio, ma si fermò di colpo.

Una patatina fritta bollente lo colpì sulla fronte, seguita da una colata densa di sole-maionese che gli imbrattò i tentacoli.

L’alieno assaggiò terrorizzato il liquido.

«GURG! Maionese vera! Con uova di galline senzienti!» strillò il leader dei vegani spaziali.


«E patatine fritte nello strutto!» rincarò il Sindaco Ketchup dal balcone, ridendo sguaiatamente e spruzzando fiumi di salsa rossa sui nuovi arrivati per accoglierli.

Davanti a quell’apocalisse di grassi saturi e derivati animali che pioveva dal cielo, gli extraterrestri lanciarono un urlo straziante.

La liberazione degli animali

In quel mentre molti animali destinati al macello furono liberati dal vendicatore mascherato Porro (Don Diego de la Bega) e si diressero in difesa degli extraterrestri i quali, terrorizzati dall’idea di sviluppare colesterolo galattico, risalirono di corsa sul loro centrifugato spaziale.

L’astronave accese i motori a idrogeno vegetale e fuggì alla velocità della luce, lasciando dietro di sé solo un vago profumo di minestrone scondito.

Il signor Hotdog finendo l’ultima patatina, guardò il cielo e pensò che, tutto sommato, era un bene che quegli invasori fossero fuggiti, ma realizzò che avevano portato via tutti gli animali destinati al macello.

La Terra ora era senza carne.

Un bene? Un male?

Zia Claretta

Il sole strizzò l’occhiolino spruzzando sulla città una gigantesca pioggia di maionese, mentre dalla fattoria Kennedy usciva zia Claretta annunciando “Il tacchino è pronto”

L’ultimo tacchino rimasto la zia l’aveva prontamente cucinato in men che non si dica.

L’ultimo tacchino

Tutti gli animali lo piangevano dall’astronave mentre si allontanavano da quel pianeta che si era fino ad allora dimostrato così sadico nei loro confronti.

Zibello non era più il paese del culatello. Da allora divenne la patria del sedano allegro.

Gli animali salutarono la Terra dal finestrino dell’astronave.

Nessuno di loro aveva voglia di tornare.

Il signor Hotdog guardò il cielo. Cadde un’ultima patatina.

La raccolse. La osservò a lungo. L’ultimo ricordo andò all’ultimo stinco di maiale in tavola.

Senza più animali

Mentre sull’astronave i maiali stappavano centinaia di bottiglie di champagne, zia Claretta e suo nipote Faggy sbranavano il tacchino ignari del futuro senza più animali.

Intanto il sole di maionese continuava ad esplodere i suoi raggi nel cosmo, mentre i mari e gli oceani divennero enormi distese di minestrone.

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