Il bosco dei sogni smarriti
Il cane trovasogni
Ogni notte il cane Brighella trova, nel vicino prato, dei piccoli sogni caduti dalle finestre delle persone. Alcuni sono luminosi, altri impolverati perché dimenticati da anni.
Li raccoglie delicatamente e li sotterra nel “Bosco dei Sogni Smarriti”, dove crescono alberi che fioriscono solo quando qualcuno torna a credere in se stesso.
Per lo più gli alberi sono secchi perché in molti, o hanno poi rinunciato ai propri sogni, che hanno perduto linfa vitale, oppure non riescono a crescere più di tanto.

Così, una volta sotterrati, c’è il rischio che non accada nulla.
Un giorno Brighella trova un sogno molto pesante. È il sogno di un uomo che ha smesso di credere nel bene.

Il Bosco dei sogni smarriti
Tutta una vita a cercare un senso che più volte sembrava ad un passo diventare intuizione, per poi cadere dal grattacielo della sfiducia, della delusione, della rinuncia.
A Brighella non importava tanto il contenuto dei sogni. Piuttosto si divertiva a catturarli e a portarli nel Bosco dei sogni smarriti.

In una calda e afosa sera di luglio, per la prima volta il cagnolino non si limita a prendere e seppellire il sogno. Lo ascolta.
Il sogno che non si apre
Il sogno, infatti, è così pesante perché è chiuso dentro una specie di guscio di pietra. Nessuno riesce ad aprirlo. Brighella prova con le zampe. Niente.
Prova a scavare. Niente.
Prova persino ad abbaiare, ma il sogno resta immobile.
Poi accade qualcosa.
Una piccola farfalla si posa sul guscio. Non fa nulla.

Semplicemente rimane lì. Allora il guscio si incrina.
Dal suo interno esce una luce tenue e una voce sussurra:
«I sogni non muoiono quando falliscono.
Muoiono quando smettiamo di amarli.»
La prima foglia nel bosco
In quel momento uno degli alberi più secchi del bosco mette una sola foglia verde.
Una sola. Ma basta quella perché tutto il bosco ricominci lentamente a respirare.

Brighella comprende che non era il sogno ad aver bisogno del bosco.
Era il bosco ad aver bisogno della speranza.
La mattina seguente un uomo si svegliò senza sapere perché avesse voglia di aprire la finestra.
L’uomo sorride
Inspirò profondamente. Sentì il profumo del bosco. Sorrise.
Era un sorriso quasi impercettibile.
Ma, nello stesso istante, nel Bosco dei Sogni Smarriti sbocciò il primo fiore dopo tanti anni.
Brighella lo osservò in silenzio. Poi riprese il suo cammino.
Perché sapeva che, da qualche parte, un altro sogno stava aspettando di essere ritrovato.
Era bastata una farfalla a compiere la magia. Non serviva forza, serviva leggerezza, grazia.
Il risveglio del sacro
Posandosi sul sogno rinchiuso aveva risvegliato qualcosa di sacro. Una voce, una speranza.
Il Bosco dei sogni smarriti cominciò a fiorire di nuovo.
Gli alberi crescevano di giorno in giorno, ognuno con una sua forma particolare e speciale, come lo era ogni sogno sepolto.
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