Uomo in cammino verso la luce, simbolo di un percorso dalla sofferenza alla felicità
SPIRITUALITA'

Perchè sono felice

Ciao.

Voglio essere sintetico con questo articolo, perché il messaggio che desidero condividere è, in fondo, molto semplice.

Oggi sono felice

Questo non significa che la mia vita sia sempre stata facile. Al contrario.

In passato ho sofferto per svariate ragioni. Ho conosciuto emozioni intense e dolorose: disperazione, angoscia, tristezza. E a un certo punto, quando avevo circa diciassette anni, ho cominciato a rendermi conto che qualcosa non andava.

Quella consapevolezza, per quanto dolorosa, è stata probabilmente l’inizio del viaggio.

Quando comincia la ricerca

Iniziai rivolgendomi a uno psicoterapeuta, ma quell’esperienza non mi convinse. Successivamente incontrai un pranoterapeuta di Monza.

All’epoca non esisteva Internet come lo conosciamo oggi: c’erano riviste, annunci, indirizzi trovati quasi per caso.

Perché proprio Monza?

Perché ho sempre seguito l’ispirazione.

Poi arrivò lo yoga e, successivamente, un centro di meditazione a Reggio Emilia che frequentai per quasi cinque anni.

Perché Reggio Emilia?

Questa volta direi: per sincronicità.

Avevo letto un libro di Cristina Aprato dedicato a Baba Bedi, padre dell’attore Kabir Bedi: Baba Bedi e la via della gioia.

Baba Bedi aveva vissuto a lungo in Italia ed era diventato un punto di riferimento per molte persone interessate alla ricerca interiore e spirituale. Il suo approccio poneva particolare attenzione alla valorizzazione dei talenti personali, al superamento dei blocchi interiori e allo sviluppo della coscienza.

Contattai Cristina Aprato e lei mi consigliò di rivolgermi, anche per ragioni geografiche, a Gianna Guardasoni, che gestiva il Centro Fucsia di Reggio Emilia.

Da quel momento iniziò una lunga serie di esperienze.

Quarant’anni di ricerca

Negli anni ho sperimentato l’attivazione dei talenti, il rebirthing, differenti forme di meditazione, Osho Neo-Reiki di primo e secondo livello.

Poi sono arrivati la PNL, con il Practitioner presso NLP Italy, gli incontri organizzati da Riza Psicosomatica di Raffaele Morelli, i fiori di Bach e australiani, il Karuna Reiki.

E poi l’incontro con il mondo di Osho.

Ho vissuto cinque giorni di trasformazione a Miasto con Anando e Sunyo, sperimentato i viaggi sciamanici e la trance dance al Gautama di Varese, esplorato esperienze legate alle vite precedenti e al Tibetan Pulsing presso il centro Osho di Milano diretto da Kabiro.

Una delle esperienze più intense è stata la permanenza di circa due mesi e mezzo a Pune, in India, durante la quale partecipai anche a un percorso di 45 giorni dedicato al respiro con Devapath.

E ancora, dopo aver assistito a una celebrazione di Milingo, arrivò l’incontro con un gruppo carismatico cristiano.

Potrei continuare.

Perché nella mia vita spirituale non ho mai voluto escludere a priori nulla.

Ho cercato di avvicinarmi alle diverse tradizioni con rispetto e curiosità. Le mie ricerche mi hanno portato dal cristianesimo al sufismo, dalla meditazione alle pratiche energetiche, dal Reiki alla naturopatia.

Non considero una di queste strade necessariamente superiore alle altre.

Ognuna mi ha lasciato qualcosa.

E alcune, semplicemente, appartengono a una fase della mia vita che oggi si è conclusa.

Allora, perché sono felice?

Tutto questo è avvenuto nell’arco di quasi quarant’anni, dai miei diciassette anni agli ormai imminenti cinquantasette.

E forse proprio questo lungo viaggio mi ha insegnato qualcosa di molto semplice:

non esiste una strada uguale per tutti

Ognuno di noi ha un percorso personale.

Ognuno è impegnato in quel misterioso viaggio che chiamiamo vita.

Il mistico cristiano Daskalos distingueva la personalità presente, quella con cui attraversiamo la nostra esperienza quotidiana, dalla personalità permanente, legata a una dimensione più profonda dell’essere, dell’anima e dello spirito.

Non so se sia necessario condividere questa visione per comprenderne il messaggio essenziale.

Forse basta chiedersi:

chi sono, al di là delle mie paure, delle mie abitudini e delle immagini che ho costruito di me stesso?

Porta luce dentro di te

Se c’è qualcosa che vorrei lasciare a chi legge queste righe è proprio questo.

Non devi seguire il mio percorso.

Non devi andare in India.

Non devi praticare Reiki, meditazione, PNL o yoga.

Non devi credere nelle stesse cose in cui credo io.

Devi trovare ciò che parla a te.

Può essere la meditazione.

Può essere la musica.

Può essere la psicoterapia.

Può essere la preghiera.

Può essere camminare in un bosco, amare qualcuno, leggere un libro, creare qualcosa, aiutare un’altra persona o semplicemente imparare a stare qualche minuto in silenzio.

La strada può cambiare.

Ciò che conta è non smettere di cercare.

Cerca ogni giorno di portare un po’ di luce dentro di te, attraverso i modi che senti più adatti a te e che più ti ispirano.

Forse oggi sono felice proprio per questo.

In fondo, la felicità può essere cercata nel passato o rimandata al futuro, ma può essere vissuta soltanto nel presente.

Ma perché, dopo quasi quarant’anni, amo ancora profondamente il viaggio.

Continua il viaggio con me

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