Fai amicizia con il denaro
I soldi non sono il problema. Il problema, spesso, è il nostro rapporto con loro.
Parlare di denaro non è mai soltanto parlare di numeri.
Dietro ai soldi si nascondono convinzioni, paure, desideri, sensi di colpa, aspettative. C’è chi li considera una sicurezza, chi una fonte di preoccupazione, chi qualcosa di poco spirituale e chi, invece, la misura principale del proprio successo.
Eppure, prima di tutte queste interpretazioni, il denaro è semplicemente una misura.
Misura una possibilità di scambio.
Con una certa quantità di denaro possiamo acquistare beni, ricevere servizi, viaggiare, costruire, studiare, aiutare qualcuno. Il suo valore cambia nel tempo — basta pensare all’inflazione — ma la sua funzione fondamentale rimane: rendere possibile e quantificare uno scambio.
Potremmo allora considerare il denaro come energia di scambio.
Il denaro non è né buono né cattivo
Il denaro non possiede una morale propria.
Può finanziare una guerra oppure costruire un ospedale. Può essere utilizzato per sfruttare qualcuno oppure per permettergli di studiare. Può alimentare avidità e potere oppure diventare uno straordinario strumento di solidarietà.
Non è il denaro, quindi, a determinare il valore dell’azione.
È l’intenzione con cui viene utilizzato.
Forse proprio per questo dovremmo smettere di domandarci se il denaro sia qualcosa di buono o di cattivo e cominciare a chiederci:
Che cosa potrei fare di buono con una maggiore disponibilità economica?
La domanda cambia completamente la prospettiva.
Il nostro termostato finanziario
Esiste poi un’altra dimensione, molto più personale.
Due persone possono avere davanti le stesse opportunità e percepirle in modo completamente diverso.
Per qualcuno guadagnare una certa cifra sembra assolutamente normale. Per qualcun altro quella stessa cifra appare irraggiungibile.
Da dove nasce questa differenza?
Forse dentro di noi esiste una sorta di termostato finanziario, una rappresentazione inconscia di ciò che riteniamo possibile, accettabile o meritato.
Vale allora la pena fermarsi qualche istante e domandarsi:
Quanto mi sento di meritare?
Quanto mi sento di poter guadagnare?
Quale quantità di denaro riesco a immaginare nella mia vita senza provare disagio?
Non si tratta di credere che basti pensare al denaro perché il denaro magicamente compaia.
Si tratta di osservare le nostre convinzioni.
Perché se considero inconsciamente il denaro qualcosa di sporco, pericoloso o incompatibile con i miei valori, potrei entrare in conflitto proprio con ciò che desidero ottenere.
Dalla scarsità al flusso
Sentiamo spesso pronunciare la frase:
“Non ci sono soldi.”
Eppure nel mondo il denaro circola continuamente e in quantità enormi.
La domanda più interessante diventa allora un’altra:
quanto di quel flusso riesco a permettermi interiormente di ricevere, gestire e utilizzare?
Il denaro entra ed esce dalle aziende, dalle famiglie, dalle banche, dagli Stati, dai mercati. Viene trasformato continuamente in case, viaggi, cure, strumenti, lavoro, conoscenza, arte, progetti.
È un enorme flusso in movimento.
E noi facciamo già parte di quel flusso.
Una visualizzazione per fare amicizia con il denaro
Prova ora a chiudere gli occhi per qualche minuto.
Respira lentamente.
Immagina davanti a te un grande flusso di energia.
Puoi dargli un colore. Potrebbe essere verde, dorato, smeraldo oppure assumere spontaneamente un’altra tonalità.

Immagina che questa energia rappresenti il grande movimento del denaro nel mondo.
Non devi afferrarla.
Non devi inseguirla.
Limitati a percepirla.

Osserva se dentro di te emergono tensioni, giudizi o resistenze e lascia che lentamente si sciolgano.
Poi pensa alle possibilità che una maggiore disponibilità economica potrebbe offrirti:
migliorare la qualità della tua vita, prenderti cura delle persone che ami, vivere esperienze, realizzare progetti, proteggere l’ambiente, aiutare qualcuno, creare bellezza.
Lascia nascere un sentimento di gratitudine.
Immagina infine un grande fiume di abbondanza che scorre sempre accanto a te.

Tu non sei separato da quel fiume.
Puoi ricevere e puoi dare.
Puoi utilizzare il denaro con consapevolezza.
Puoi lasciare che passi attraverso la tua vita trasformandosi in esperienze, sicurezza, libertà, aiuto, creatività e bellezza.
E puoi ripetere lentamente:
“I soldi sono miei amici e mi sostengono sempre.”
Rimani qualche istante con questa sensazione.
Rimani con questa immagine caricandoti di gratitudine verso la vita. Non avere fretta.
Lascia che l’abbondanza diventi tua amica per sempre.


Abbondanza e responsabilità
Fare amicizia con il denaro non significa diventarne schiavi.
Significa forse proprio il contrario.
Significa liberarlo dalle paure e dai significati che gli abbiamo attribuito e riconoscerlo per ciò che può essere: uno strumento.
Più risorse abbiamo a disposizione, maggiori possono diventare anche le nostre possibilità di scelta.
E insieme alle possibilità cresce la responsabilità.
Perché l’abbondanza più interessante non è accumulare senza fine.
È poter dire:
ho abbastanza per vivere bene, per essere libero, per creare e per condividere.
Forse la vera domanda, allora, non è:
“Quanti soldi voglio?”
ma:
“Che cosa potrei diventare e che cosa potrei creare, se smettessi di avere paura dell’abbondanza?”

Torna qui tutte le volte che vuoi per ricaricarti di fiducia nell’abbondanza
un abbraccio
Paolo Milanesi
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