Ascolta la guida interiore
Ricordo molti anni fa un seminario di Lee Coit presso libreria Esoterica sull’ascolto della guida interiore.
Come distinguere la guida interiore dalla mente
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La guida interiore: Parla con calma, trasmette pace, non giudica e offre intuizioni improvvise o sensazioni fisiche di espansione.
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Il rumore mentale: Genera ansia, è ripetitivo, si basa sulla paura, sul senso di colpa e critica costantemente le tue scelte
La paura del giudizio, l’iper razionalità, lo stress, l’ansia e le aspettative sono fattori che ci allontanano da quella pace mentale e quella chiarezza che ci permettono di entrare in contatto con la propria intuizione profonda, connessa con valori autentici e la verità.

Affinare la propria percezione interiore, camminare nella natura, sono modi per imparare a discernere la voce della mente da quella voce diversa che proviene da dimensioni più profonde.
Come ci parla la guida interiore? Con quale timbro? Con quale linguaggio? Con quali sensazioni specifiche?
Clarita di Ananda Europa ci insegna un metodo particolare per entrare in contatto con la guida interiore.
Siamo sempre alle prese con la confusione, l’incertezza.
Maya ci fa credere di essere solo un corpo materiale, ma maestri come Yogananda ci hanno trasmesso metodi per ricordarci che siamo anche spirito.
Il termine Māyā indica l’illusione cosmica e l’inganno della percezione. Nelle filosofie orientali, come l’Induismo e il Buddismo, rappresenta il velo che ci impedisce di vedere la realtà ultima delle cose, facendoci credere che il mondo materiale e mutevole sia l’unica verità esistente

Per Yogananda siamo come una radio trasmittente.
Al centro tra le sopracciglia vi è la stazione emittente
Al centro del cuore c’è la stazione ricevente
Per ottenere risposte chiare serve fare domande chiare alla supercoscienza.
E’ bene centrarsi, interiorizzarsi e meditare prima di porre la domanda alla supercoscienza.
Formulo la domanda e attendo la risposta che sarà una risposta energetica (espansione piuttosto che contrazione; contrazione o disagio piuttosto che apertura)
Si possono anche chiedere dei segnali precisi. E’ importante essere aperti, onesti, sinceri e disposti ad accogliere l’indicazione per quello che è in verità. Per fare pratica puoi iniziare da cose non fondamentali del tipo “Oggi cosa posso mangiare? Cosa fa più bene al mio corpo?”
Questa pratica permette di sviluppare una sensibilità alla risposta giusta.
Puoi arrivare a capire immediatamente se una cosa è giusta o non lo è.
La risposta potrebbe anche non essere definitiva. Serve l’elasticità e la flessibilità di comprendere se le cose cambiano.
Imparando a chiedere una guida automaticamente dovremmo sviluppare l’umiltà di non dire alle persone cosa devono fare o non fare.
Ognuno è responsabile per se stesso.
Clarita ci guida poi nella pratica che non è una pratica divinatoria ma utile solo per comprendere cosa è giusto fare.
Anche Osho, d’altro canto, ci insegna la differenza tra ciò che potremmo considerare la voce interiore ma che rimane il prodotto di condizionamenti sociali, e la voce più intuitiva e naturale.
“Cerchi una guida all’esterno, perché non sai che la tua Guida interiore è nascosta dentro di te.
Devi trovare la tua Guida interiore, ed è questo che io definisco “il testimone”.
Questo è ciò che chiamo “il dharma”, “il tuo buddha intrinseco”.
Risveglia quel buddha, e la tua vita verrà inondata d’estasi, di benedizioni.
La tua vita diventerà radiosa, colma di bene, divina più di quanto tu possa immaginare.
La luce opera in modo molto simile. La tua stanza è buia – porta una luce.
Basterà una piccola candela per far scomparire tutta quell’oscurità.
E, una volta che hai una candela, saprai dov’è la porta.
Non dovrai pensarci – solo i ciechi pensano a dove sia la porta.
Le persone che hanno gli occhi e sono provviste di una luce, non ci pensano. Ci hai mai pensato? Semplicemente, ti alzi ed esci. Non pensi mai a dove sia la porta; non la cerchi a tentoni, né pesti la testa contro il muro. La vedi, senza che in te si muova il benché minimo pensiero, ed esci, semplicemente”
“Se hai trovato la verità dentro di te non c’è null’altro, in questa intera esistenza, da trovare. La verità opera attraverso di te. Quando apri gli occhi, è la verità che apre i suoi occhi. Quando li chiudi, è la verità che chiude i suoi occhi.
Questa è una meditazione potentissima. Se riesci a comprendere questo semplice trucco, non devi fare nulla: qualsiasi cosa farai, viene fatta dalla verità. Cammini, è la verità; dormi, è la verità che riposa; parli, è la verità che parla; sei in silenzio, è la verità che è in silenzio.
È una delle tecniche di meditazione più semplici. Pian piano tutto si acquieta grazie a questa formula elementare, e alla fine la tecnica non è più necessaria.» Osho
Nella nostra vita ci sono momenti in cui un numero eccessivo di voci sembra tirarci da una parte e dall’altra. La nostra confusione in simili situazioni è un monito a ricercare il silenzio e a centrarci interiormente. Solo così possiamo sentire la nostra verità”
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Un caro saluto

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