Attualità e società

TOTALITARISMI

Prendo spunto da un video del simpatico e saggio Dottor Marcotti che ti invito ad ascoltare cliccando qui

Un totalitarismo è un sistema di governo

Perchè nascono i totalitarismi in certi momenti della storia?

La situazione economica è un pretesto, ma alla base c’è sempre la paura. Il tiranno si presenta come colui che risolve i problemi. “Tranquilli, ci penso io!!”

Per imporsi il tiranno non usa la forza ma l’inganno ed attira verso di sè le persone più “deboli”. Poi le utilizza, dopo averle plagiate, per controllare le persone più forti.  Per piegare le persone non serve solo la forza ma può bastare la minaccia. Servirà inoltre un’efficace macchina burocratica in grado di mettere in atto anche i piani più arditi o addirittura feroci.

…Diocleziano vietò le cariche amministrative e militari ai cristiani, alfine di placare gli dèi.
Quando l’oracolo di Apollo confermò l’esistenza del “male sulla terra, guarda caso furono i cristiani ad essere il capro espiatorio …” Diocleziano e le persecuzioni

Il genocidio e la distruzione di massa degli Ebrei rappresentarono il culmine di un decennio caratterizzato da misure discriminatorie sempre più dure” – Enciclopedia dell’Olocausto

Il tiranno promette cose che non è in grado di mantenere. Eppure non si possono sottomettere molte persone per un lungo periodo di tempo. Il tiranno non saprà soddisfare tutte le esigenze di una società.

Quando Mussolini andò al potere, buona parte della classe politica liberale era convinta che sarebbe durato poco” . La marcia su Roma

Chi è responsabile della nostra miseria?” e un coro che replica all’unisono: “Il sistema!”. “E chi c’è dietro il sistema?” prosegue la voce. “Gli ebrei” fa eco il coro. Il dialogo continua grosso modo così: “Che cos’è per noi Adolf Hitler?”. “Una fede!”. “E cos’altro?”…… A livello politico, l’ascesa di Hitler fu favorita dall’inflazione galoppante, innescata dalla crisi globale ma attribuita nei suoi discorsi ai risarcimenti imposti a Versailles“-  Come Hitler giunse al potere (Focus)

Nella mente visionaria di Pol Pot, indottrinato alla vecchia scuola del comunismo proletario della rivoluzione continua, la Cambogia sarebbe dovuta divenire un paese totalmente autosufficiente dal punto di vista economico e dal momento che l’unica vera risorsa che esisteva era l’agricoltura, su di essa fece affidamento. Le altre professioni furono bandite, specialmente quelle borghesi, e chi vi si dedicava fu perseguitato fino alla morte con la spietata metodicità caratteristica di tutte le ideologie messe in mano a uomini con menti devianti. In particolare, gli appartenenti alla borghesia e ai ceti politici vennero in principio deportati in campi di lavoro e successivamente trucidati. Essere “erudito” oltre il minimo indispensabile per saper leggere e scrivere poteva costare caro, anche la vita. Non si è mai riusciti a calcolare la portata dei massacri, ma secondo una stima attendibile, su sette milioni di abitanti residenti in Cambogia al momento dell’ascesa di Pol Pot, tra un milione e mezzo e tre milioni vennero uccisi dalle squadre della morte Khmer. – Letture fantastiche

Chi ha avuto la disgrazia di vivere in quegli anni, si accorgeva di quello che stava arrivando e aveva la sensazione di non poterci fare niente” – risposta dello storico Marc Bloch ad un ragazzo

Si e quasi tentati di misurare il grado d’infezione totalitaria di un governo dall’uso fatto della privazione della cittadinanza“.
Aforismario (Hannah Arendt)

Possiamo andare avanti per ore a far cantare la storia le sue canzoni oppure possiamo lasciare le canzoni cantino la storia, le canzoni dei regimi e le canzoni contro di essi. Perfino la musica ha detto la sua, come l’arte, la tecnologia, la scienza, la letteratura.

Ogni civiltà procede con i suoi colori, a volte svariati e con preziose sfumature, a volte tetri e bui.

Ma il nero, che è sintesi sottrattiva, può sottrarsi a sua volta solo alla riconquista della vera luce e di ciò che è fonte di gioia, curiosità e celebrazione. Questo è ciò che solo l’insieme di tutti i colori sa dare.

Un abbraccio

Paolo Milanesi

 

 

 

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