SVILUPPO PERSONALE

Il ricordo della nostra essenza

Chi eravamo prima di nascere?

È una domanda alla quale nessuno può rispondere con certezza. Eppure, ogni tanto, qualcosa dentro di noi sembra ricordare uno stato di leggerezza, di purezza, di silenzio. Un luogo interiore dove non esistevano ancora i giudizi, le paure, le aspettative e tutte quelle etichette che, crescendo, abbiamo imparato a indossare.

C’è un gran bel da fare a dare un senso alla vita.

Ricordare

Affannarsi per qualcosa, per un’idea, uno scopo, investire in qualche ideale, produrre, costruire, creare.

Prima di nascere non ricordo né chi ero, né dove fossi.

Certo entrai in un grembo materno .. ma … prima ancora?

Poi .. un processo di accumulazione, di prese in prestito .. convinzioni di famiglia, genetiche varie, karma da smaltire e tentativi costanti di costruirmi un’identità e un ego.

L’ego

Un ego fatto di società, di nome e cognome, di aspettative sociali e familiari, ma anche fatto della voglia di svincolarmi, di liberarmi delle oppressioni, per poi ricadere puntualmente in qualche trappola.

Prima di nascere non ricordo nulla e certamente sono venuto in questo mondo nudo, quasi puro. Da lì … ho accumulato una serie di meccanismi di sopravvivenza. Da lì ho subito proiezioni e giudizi.

Una vita seria

Mi rimane, nella memoria, una foto di me a sette anni molto seria, troppo seria, come se già la vita si fosse fatta impegnativa. Del resto la vita è impegnativa per tutti e soprattutto per quelli che la rendono troppo seria, che se la complicano in mille modi.

Prima di nascere forse c’era più leggerezza, o forse c’era da risolvere i casini delle vite precedenti. Quante? Chissà.

Adesso, mi sembrava di aver conquistato la felicità e sono ritornato nella pesantezza, addirittura in una sorta di inferi.

L’altro

“L’inferno sono gli altri” pronunciava Sartre, ma lo sono se permettiamo loro di contaminarci. Pensa a una società senza nessuno. Solo tu.

Tutto il mondo a tua disposizione.

Che noia, oppure che meraviglia. Dipende.

L’altro può fare danni, ma i danni peggiori li ho sempre fatti io quando ho accettato certe provocazioni, ho accolto con dispiacere certi giudizi, quando mi sono lasciato trascinare da depressioni, sconforti e disperazione.

La sofferenza

Ho sofferto emotivamente tanto nella vita, anche ultimamente.

Al punto di credere di non farcela.

Mi viene in mente una canzone di Vasco che dice “Sono ancora qua eh già”. Lui ha la capacità di esprimere profondità in poche parole e io sono della stessa decade del segno dell’acquario.

Sono ancora qua e dietro ho un passato.

Quando mi abbatto, tutto sembra inutile, superfluo, di troppo. A confronto la vita degli altri sembra migliore, ma non è così.

Ognuno ha i suoi drammi e le sue gioie.

Ognuno ha le sue sfide.

Prima di nascere mi sembra di percepire qualcosa di fresco, di essenziale, di non carico dei pesi che mi hanno schiacciato così tante volte.

Alleggerirsi

Se respiro adesso, sento il mio respiro più libero e profondo. E’ come se la percezione del prima di nascere mi abbia in qualche volta rinvigorito.

E’ l’essenziale che sconfigge l’accidentale e libera la mente dalla polvere accumulata

Ci sono tanti specchi che ci rimandano proiezioni e molti di essi sono deformanti perché dentro di noi abbiamo percezioni distorte.

Vorremmo essere chi non siamo, diventare chi magari non possiamo o chi non sarebbe in armonia con la nostra anima e la nostra missione

Prima di nascere forse si stava meglio, ma ho la sensazione che qualcosa di quella purezza possa entrare in questa mia esistenza ancora.

Forse non sapremo mai dove eravamo prima di nascere.

Identificazioni

Ma ogni volta che smettiamo di identificarci con le paure, con i giudizi e con il rumore del mondo, qualcosa riaffiora.

Non è qualcosa di nuovo.

È qualcosa che era sempre stato lì.

Forse la nostra essenza non è andata perduta: è semplicemente rimasta nascosta sotto gli strati dell’esperienza, delle ferite e delle convinzioni.

Respirare profondamente, amare, perdonare e tornare al silenzio significa togliere uno a uno quegli strati.

Forse il senso della vita non è diventare qualcun altro.

Forse è ricordare chi siamo sempre stati

La vita non ci chiede di costruire un’identità perfetta. Ci invita, piuttosto, a ricordare l’essenza che avevamo prima di dimenticarla. Questo è un impegno vero e proprio che necessita di abilità e trucchi speciali per smascherare gli inganni.

A presto

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