SCOPO DELLA VITA

L’arte di vivere

Si può dire che vivere sia davvero un’arte che implica una scelta: quella di darsi per scontati o quella di approfondirne il senso.

Krishnamurti ha parlato di “visione profonda”, la capacità di andare dentro, nell’”insight” delle cose e soprattutto di se stessi e della propria coscienza.

Da un lato è vero che “chi si accontenta gode” perchè la vita ha una componente misteriosa che si rivela ad animi curiosi, coraggiosi e indagatori ma che devono amare l’avventura. E’ molto vasta la vita nella sua multidimensionalità e noi siamo la punta di un iceberg che ha molte parti nell’invisibile.

Se il mago è colui che ha potere sui quattro elementi, può agire per il bene o per il male. Esistono la magia bianca e la magia nera. Esistono diversi modi per entrare in se stessi.

  1. Si può entrare in modo zen, con la curiosità di osservare ciò che è per quello che è, per il gusto della pura presenza in grado di disvelare qualunque cosa sia ma senza troppe aspettative.

     

  2. Ci si può avvicinare con uno spirito esoterico di conquista, forse per acquisire dei poteri ma il rischio può essere addirittura quello di venire sopraffatti o rimanere vittima di una sorta di orgoglio spirituale.

     

  3. C’è poi la via della semplicità che consiste nel non farsi troppo problemi sul mistero della vita e nel viverla quotidianamente affrontando le sfide con la consapevolezza che tutto sia un quasi-reale. “So che c’è qualcosa in più ma non mi pongo il problema”.

La vita propone delle regole molto schiette: si nasce, si esiste e si muore.

L’arte di vivere diventa l’arte di dare un’interpretazione a tutto, quindi non è cosa di poco conto. Ogni giorno abbiamo la possibilità di impratichirci di quest’arte e sebbene il tempo a disposizione sembri tanto, ci accorgeremo che non è proprio così. Perderemo molto tempo in cose di poco conto e allora sarà di vitale importanza aver colto l’essenziale al di là di ciò che è accidentale o precario.

E’ dura accettare che un giorno i membri della mia famiglia non ci saranno più, me compreso ma questa regola non la decido io. Una cosa la so: l’amore che abbiamo condiviso è ciò che rimarrà in ciascuno di noi.

Quindi va bene lamentarsi, arrabbiarsi, offendersi per qualcosa però, a me personalmente, piace tornare a quell’oasi di pace dove trovo ristoro, dove tutto si sistema e dove ognuno può comprendere che nonostante svariati tentativi di dare un senso, il senso può anche rimanere in sospeso.

Mi sono arrabbiato, mi sono offeso, mi sono alterato, sono rimasto deluso ma respiro, sono vivo e posso tornare a fare grandi e piccole, complicate e semplici, impegnative e serene meravigliose cose.

E poi, il gioco della vita ama molto il paradosso. Dal momento che vuoi chiudere tutto in una definizione ecco apparire la contraddizione quasi a voler dimostrare che “è tutto vero”, “tutti hanno ragione”.

E tutto immancabilmente …… passa.

Paolo Milanesi

filosofo, musicista, autore

In rete trovi i miei libri e la mia musica

SEDUTO SU UNA STELLA

è un libro ricco di spunti esistenziali e a breve uscirà il proseguo “Il respiro della dignità” dove completo la mia visione parziale e provvisoria della vita intesa come “possibilità”

Un abbraccio

Paolo Milanesi

 

 

 

 

 

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