SPIRITUALITA'

Il patrimonio poco considerato dei santi

Che cos’è un ideale?

E’ qualcosa che si lega ad un’idea e l’idea è qualcosa di astratto, immateriale che può riferirsi al mondo intellettuale, immaginativo o spirituale.

Secondo le ultime ricerche ma anche secondo un pensiero antico legato alla saggezza, i pensieri sono potenti, sono quasi-cose, hanno un loro peso ed una loro forza.

I maghi utilizzavano i pensieri per creare realtà da manifestare.

L’ideale si lega quindi ad un’idea o comunque a qualcosa che rappresenta qualcos’altro.

La libertà è un’ideale ma anche un valore e se pensi al concetto di libertà, certamente ti vengono in mente cose, situazioni, persone che per sim-patia rappresentano o hanno rappresentato nel concreto la libertà.

Potrebbe essere un’aquila che vola nel cielo, figure come Martin Luther King o Gandhi o Mandela, delle sbarre che si aprono, il correre in campi sconfinati ecc…..

Anche ognuno di noi rappresenta qualcosa.

Se a parer mio il reale scopo della vita è quello di risvegliarci e liberarci dalle catene delle rinascite, portiamo comunque con noi dei valori concreti.

Ci arrabbiamo se qualcuno calpesta qualcosa che risuona in noi.

Se qualcuno mette in dubbio la nostra parola, ci sentiamo trattati come bugiardi (onestà e verità).

Se qualcuno  ci tradisce vediamo tradita la nostra fiducia.

Se qualcuno ci deruba, è il nostro diritto alla proprietà ad essere calpestato.

Possiamo comunque vedere ogni cosa, ogni oggetto per quello che è, senza interpretazioni drammaturgiche o comiche.

Una rosa, è una rosa.

La mente però è abile a funzionare per associazioni e abile a creare dialoghi, etichette, considerazioni, a collegare ricordi e formulare aspettative.

Siamo esseri completi nella nostra  integrità, ma anch’essa è quasi un ideale. Più realmente siamo frammentati in parti che a volte si contraddicono se non addirittura si combattono sul campo della mente.

Una parte vuole questo, una vuole quest’altro. Possono esistere anche più parti in contraddizione. Tutti contro tutti allora.

Ciascuno di noi ha però nel profondo una virtù, qualcosa di speciale, qualcosa che non può essere messo in discussione, qualcosa per cui si è disposti anche a sacrificare la vita.

Può essere la famiglia, la verità, la libertà, la giustizia, Gesù, l’islam, una divinità, una fede.

Io vorrei richiamare la tua attenzione su un patrimonio a disposizione del mondo cristiano: quello dei santi.

La santità è una partecipazione a qualità particolari del divino. Un santo non è necessariamente perfetto, ma ha rappresentato qualcosa di vivo, sacro, una virtù accesa dalla sua fede in Cristo, un valore elevato che per la sua raffinatezza è più facilmente snobbabile dal consumista materialistico.

Esistono tanti santi e a me dispiace vedere una chiesa che li considera forse troppo poco.

Certo, Gesù o Maria (e soprattutto Dio) potrebbero essere sufficienti a chi crede, ma il mondo è fatto di colori, di sapori, di suoni.

Ogni santo è quindi un’esperienza viva, un amico, un protettore e un diffusore di una virtù sua prediletta.

Giovanna d’Arco è protettrice dei martiri, dei perseguitati, delle forze dell’ordine e della polizia. Fu legata al mondo celeste e condusse con coraggio  la campagna di liberazione della Francia dagli invasori inglesi. Creò un esercito di valorosi credenti. La sua sorte fu essere processata per eresia e stregoneria e essere arsa viva il 30 maggio 1431 a Rouen.

 

Il fuoco purifica ed è stato usato dalla chiesa stessa per secoli per mendare i peccati di streghe reputate tali spesso con superficialità da giudici integerrimi.

Se quel fuoco ha annientato il corpo di una ragazza nemmeno ventenne, non credo sia riuscito ad annullare quel fuoco che animava lo spirito di Giovanna, anzi. Quel fuoco spirituale si è acceso ancora di più forse facendone una stella, una luce, un tesoro nel mondo dello spirito.

Credo sia doveroso non dimenticare le virtù dei santi, siano il coraggio di Giovanna, l’umiltà e la carità di San Francesco, l’intelligenza di Sant’Agostino, la docilità di Santa Teresa, la perseveranza di Massimiliano Kolbe.

Ecco che il loro esempio, testimoniato dalla biografia e soprattutto dalle opere risuona e risuonerà sempre.

Ognuno di noi ha vizi e virtù, pregi e difetti.

I vizi ed i difetti possono essere bruciati, trasformati. I pregi e le virtù possono essere innalzati, alimentati, fatti sventolare come lo stendardo di Santa Giovanna o la spada di San Michele arcangelo.

E’ un’arte pure questa.

Ti invito a cercare tra i santi colui che potrebbe diventare il tuo migliore amico o la tua amica del cuore.

Paolo Milanesi

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