POESIE

Io mi vergogno

Il paradosso

è che

a far la parte dei benefattori

sono i distruttori.

Inquinatori

della verità

seduti su poltrone comode

negli attici delle città.

Tra champagne caviale

e checchessia

una coscienza

che volete sappiano che sia.

Usano la scienza

come eucarestia

ma non la scienza vera

che ragiona, indaga e si corregge.

Usano la scienza delle scorregge.

Emettono sentenze come peti

unicamente

per creare divieti.

Si lamentano di chi

non fa il proprio dovere.

e vorrebbero che tutti

pendessero dal lor sedere.

Io dove c’è puzza

me ne scappo.

Vado dove c’è aria pura

dove posso respirar

nella natura.

Lì posso incontrare

esseri sinceri

che volano nel ciel

o corrono

di qua o di là

liberi e leggeri.

Trovo piante

che si libran verso il cielo

fiori che profumano

regalando

amore vero.

Si danno a chi li incontra

non chiedono denaro

e non fanno onta.

La loro libertà

è il mio sogno.

Il loro sogno è

esistere

per dare

un profumo o un colore

e non per l’ultimo modello

di un cellulare

oppure

per crear scalpore.

Io mi vergogno

di appartenere

ad una società

gestita

da chi manipola la verità.

Falsi, bugiardi,

viscidi e infingardi

che mettono

gli uni contro gli altri

Intanto il tempo passa

e se ne vedranno delle belle.

Sulle stelle

già da adesso

dicon che il pianeta

non sarà più lo stesso.

Si vede un mondo nuovo

costruito

non su schiavi nè padroni,

non su furbi nè coglioni.

Il mondo che verrà

di tutti i delinquenti

che adesso dettan legge

una volta per tutte

ci libererà.

Paolo Milanesi

 

 

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