SPIRITUALITA'

ASCOLTA LA TUA ANIMA

Ciao,

intanto prendiamo in considerazione l’ipotesi di avere un’anima.

Secondo alcuni autori studiosi non ci è data per grazia, a priori, a prescindere, ma è qualcosa che va conquistato.

Quando usiamo parole diamo un significato ad un’esperienza o a qualcosa, sia esso un oggetto o ad altro.

La parola “gatto” definisce in modo soggettivo un esemplare generico di quel tipo di animale. Fornisce un’idea per comunicare.

Se non avessimo il linguaggio e la parola forse saremmo più istintivi e comunicheremmo con gesti, espressioni, magari energeticamente.

La parola fa parte dell’evoluzione umana, ma racchiudere tutto nelle parole non è semplice.

Il concetto di “anima” per esempio finisce per essere soggettivo.

I mistici da secoli hanno faticato ad esprimere le loro scoperte. Due mistici comunicano con il silenzio.

Le parole a volte uccidono lo spirito

Ipotizziamo che l’anima sia ciò che ci collega da un lato con il mistero, con tutto ciò che non conosciamo di noi stessi e della verità, dall’altro sia ciò che contiene la nostra storia reale, eventuali vite passate o parallele, la nostra archeologia psichica, i nostri sogni, i potenziali, gli aneliti.

E’ comunque quella parte saggia, che conosce, ma con la quale non è così semplice entrare in contatto. Perchè forse dovremmo fare qualcosa che non siamo abituati a fare: entrare dentro noi stessi.

Però, diamo per scontato che esista e mettiamola alla prova.

Mettiamoci in ascolto dell’anima, consapevoli che viviamo in un ambiente sotto l’influsso di leggi particolari:

  • la legge del karma (siamo responsabili di ciò che creiamo, emaniamo)
  • la legge delle polarità (bene e male, maschile e femminile…)

Inoltre prendiamo consapevolezza che non tutti hanno lo stesso livello di coscienza.

C’è chi vive ancora nei più bassi istinti, chi deve lottare per la sopravvivenza, chi è preda di emozioni distruttive, chi vuole dominare, e chi ha raggiunto un certo livello di pace, una sorta di comprensione del senso del vivere, dell’importanza di una fratellanza, di una reale uguaglianza in quanto esseri umano-divini.

Non tutti quindi viviamo con i medesimi criteri, le stesse credenze e convinzioni. Siamo forse ugualmente spirituali ma differenziatamente umanoidi.

E se qualcuno cerca di imporre un pensiero unico, non è detto che sia né quello giusto né tanto meno il migliore.

Per questo, nell’attesa di vedere affermarsi una tanto auspicata e predetta età dell’oro, del risveglio spirituale, della fratellanza, dobbiamo scontrarci con delle ombre, quelle dei draghi e dei mostri che anelano al dominio su tutto e tutti senza preoccuparsi di usare a tal fine i metodi più subdoli. siano essi uomini grigi, rettiliani o semplicemente miserabili nel senso più deleterio del termine. Ciechi che vogliono guidare ciechi.

Ciò non toglie che se esiste un’anima, essa è potenzialmente a disposizione per essere risvegliata o scoperta in ciascuno. Vale per noi e vale per loro.

E questo ci fa sperare.

Un tale di nome Gesù fece scalpore parlando del regno dei cieli. Difficile comprendere cosa intendesse con ciò.

Può essere intendesse che in ciascuno di noi esista un terreno sacro, ricco di tesori, da esplorare, da scoprire.

Ma noi siamo sempre ben indirizzati verso l’esterno, verso gli stereotipi sociali verso la moda, il consumismo, la sopravvivenza o le ricerche del banale, dal lusso e piaceri effimeri.

Il grande fratello, l’isola dei formosi, la famiglia del Mulino bianco, l’integrazione manipolata, propensi a credere in chi ci potrebbe salvare dall’Isis, dalle pandemie, dagli inferi.

Siamo persi nel paese dei balocchi, come un certo Pinocchio.

E nel frattempo seminiamo pensieri, azioni, emozioni in modo karmico. Ed essi sono semi che daranno frutti.

Quando un’automobile esce da una casa produttrice, una canzone esce da una casa discografica, un computer o un telefonino escono dall’azienda che li ha prodotti, mantengono una sorta di impronta spirituale che li fa vivere e realizzare nello spirito del produttore. Agiscono per il loro scopo con una certa filosofia.

Perfino una pizza realizza l’anima di un pizzaiolo.

E noi??

Io, sempre respirando, come sapete amo fare, cerco di ascoltare quella parte invisibile saggia, che abita in qualche parte dentro di me o intorno, sopra, sotto, non saprei. Forse nel cuore o nel centro dell’essere.

In un computer esiste una scheda madre su cui si snodano reti di connessioni e contatti che servono a mettere in comunicazione i vari componenti con il cervello, il processore. Adibiti a tal fine ci sono connettori specifici e porte particolari.

Ecco…. cosa ci mette in comunicazione con il nostro processore spirituale?

E soprattutto, cosa inibisce questa comunicazione?

  • Cosa ci fa essere spirituali?
  • Cosa ce lo impedisce?

Beh, sappi che se lo scopri hai fatto il più gran regalo a te stesso.

Ti liberi, in una società che vuole impedirtelo in tutti i modi.

Basta poco, dice una canzone. Certo, basta poco.

Gesù nelle beatitudini ricordava gli uomini di “buona volontà”.

Non credo che la vita sia una lotta o una guerra continua. Credo che ognuno abbia a disposizione il suo tempo per mettersi in gioco per ciò che è meglio secondo lui in funzione di ciò che crede di essere.

Gli avidi di potere, gli imbroglioni, si riveleranno per quello che sono veramente.

Le persone semplici spariranno lasciando poca storia, come le nuvole.

Gli Hitler, gli Stalin con il loro culto di una personalità assolutamente malata hanno lasciato tragicamente il loro segno. E gli altri che li hanno seguiti, nel bene e nel male potranno testimoniarlo.

Ma noi? Noi poveri cristi cosa possiamo auspicare?

Dobbiamo ambire al lusso o alla semplicità?

All’amore o alla sicurezza?

Alla sicurezza o all’avventura?

E la libertà? A chi la cediamo? Perchè??

Noi possiamo ascoltare quella parte saggia, quella verità interiore difficile da cogliere che però porta con sé il dono più grande della storia dell’umanità:

La capacità di sentirsi liberi e gioiosi in mezzo ai pazzi, ai pericoli, alle bugie, alle ipocrisie, ai bigotti

La capacità di bruciare come le Giovanna d’Arco ma sorridendo con la consapevolezza che tutto è ….

solo uno show, un semplice show, a volte triste, a vole banale, a volt avvincente, ma solamente uno ….. show

Un abbraccio,

Paolo Milanesi

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