MEDITAZIONE

Riflessioni sull’esistenza – Voglio diventare nonna!!!!

Ciao

non riesco a capire profondamente cosa devo fare in questa esistenza, chi devo essere, cosa dovrei o vorrei rappresentare.

Vivo quotidianamente cavalcando la vita che è fondamentalmente un mistero che si accompagna al respiro. Respiro che cambia nei tempi ma che inossidabilmente non può non essere ritmico. E cosa accade?

Se mi fermo all’inspirazione prima o poi devo fermarmi ad un certo punto e lì,  rimanere in attesa. Fino a quando potrò sopportare questo? Ecco che prontamente interviene l’espirazione. Così l’aria esce e si accompagna un profondo senso di liberazione e sollievo. Ma ancora fino a che punto potrò aspettare? Arriverò ad un punto in cui, dovrò decidere di concedermi all’inspirazione di nuovo.

Hai mai riflettuto sulle meraviglie del respiro?

Beh, è lui che ci collega alla vita molto spesso in modo inconsapevole. Noi respiriamo punto e basta, senza pensare di respirare, senza esserne consapevoli. E respirando …. viviamo.

Oltre che vivere poi … esistiamo.

Se la vita è un fenomeno che collega un po’ tutti gli esseri siano essi vegetali, animali, umani.. L’esistenza pare essere anche un po’ per mia convenzione il mio modo personale di percorrere il viaggio su questo pianeta. Il nostro modo di essere qui. Viaggio straordinariamente complicato nella sua essenzialità. Viaggio ordinariamente semplice nella sua tessitura.

Io però … chi sono?

Bella domanda, vero?

Se sapessi veramente rispondermi, cosa mi porterebbe questa risposta?

CHI SONO?

Posso definirmi in molti modi. Posso utilizzare ruoli specifici. Sono un uomo, un padre, un musicista, un insegnante, un pirla, una persona intelligente, un buono a nulla, un professionista.

Posso descrivermi e così a volte riesco pure a giudicarmi in modo negativo o positivo, a seconda dei momenti.

Ti è mai capitato di assistere a quelle scene in cui un personaggio più o meno importante se ne esce con una frase del tipo “Lei non sa chi sono io!!”. A me una volta è capitato in una coda in cui una persona con il pretesto del suo status sociale provò a passare davanti a tutti. Si gonfiò di tutto il suo ego e di un potere costruito intorno ad esso.

Chi è quello?

Forse è una regola che chi urla di più o chi muove le mani ha più diritti? E’ una legge?

Quello si è identificato con un suo status portatore di potere e lo usa per gonfiarsi davanti a tutti, forse per compensare qualche mancanza inconscia. Del resto non siamo angeli illibati. Glielo concedo una volta, come l’ho dovuto concedere a me stesso in altre situazioni.

Sta di fatto che senza essere bigotti, ognuno di noi ha una sorta di consapevolezza di essere almeno un po’ speciale, se non un tantino superiore. Questo perchè noi siamo il mondo e il mondo gira tutto intorno a noi. Noi ci accompagniamo a noi stessi 24 ore su 24, anche se a volte ci assentiamo per qualche istante. Rimaniamo in un pilota automatico che respira per noi, pensa per noi, immagina per noi, costruisce film mentali decide per noi, giudica …

La società poi ci fornisce i suoi modelli, i suoi stereotipi: la famiglia del mulino Bianco, l’imprenditore di successo, il personaggio che si è fatto un mucchio di soldi, il successo, la fama. Poi c’è chi di tutto sene frega, forse apparentemente conducendo una vita normalissima a sotto sotto con un dubbio…”perchè io sono così e quello è cosà”?

Il mercato decide chi può fare molti soldi: il cantante bravo che ha successo o il caprone mediocre che però è di moda secondo qualche criterio bizzarro e che riesce a cavalcare un’onda di fortuna e felicità. Almeno tutto questo in apparenza. Chi sancisce la dignità di qualcosa o di qualcuno? Secondo quali criteri?

La nostra esistenza si costruisce intorno ad un seme interiore che si dirama verso tante espressioni diverse. Come l’embrione inizialmente piccolo che dà forma a tutti gli organi del corpo fino ad un essere umano completo. Un’intelligenza che si dirama e si moltiplica aggregando informazioni creative.

Veniamo in questo mondo e ciascuno considera questa esperienza a modo suo. E’ curioso vedere una moltitudine così fitta e variabile di anime-corpo o corpo-anime. Se esiste davvero un dio avrebbe potuto fare un individuo solo a mia immagine e somiglianza.

Un mondo popolato di Paolo Milanesi che potrebbero riprodursi solo con altri Paolo Milanesi per dar vita a tantissimi Paolo Milanesi. Ma ….. tutti vestiti uguali??? Invece siamo qui in così tanti!!

Respirando riesco a rilassarmi nel qui e nell’ora, in questo momento e riesco ad accettarmi per un attimo. Io sono questa cosa qui e certamente sono questo corpo specifico abitato da pulsioni, desideri, ambizioni, pensieri, emozioni.

Ma perchè??? Perchè sono così? Perchè sono fatto così, con questo corpo, questa voce, questo destino? Perchè non sono Maria Callas o Einstein o un contadino di una bella provincia in qualche parte del mondo, tranquillo nel suo lavoro in mezzo la natura custodito dalla sua famiglia? Perchè non sono un banchiere ricchissimo o una modella di successo? Perchè sono quello che sono?

Onestamente non è poi così frustrante essere ciò che sono, ma questa considerazione mi incuriosisce. Ricordo nel mio viaggio a Cuba conobbi molti simpatici cubani e quando si parlava dell’Italia mi citavano spesso queste tre cose: Armani, Del Piero, soldi.

Per loro l’Italia era il paese delle persone di successo, della ricchezza, il paese dei balocchi. Io allora rispondevo “venite poi mi sapete dire”. Certamente per qualcuno lo è stato, infatti io non amo chiudere le frasi in giudizi o pregiudizi. Ciò che è bene per qualcuno potrebbe essere male per altri e viceversa. Ognuno ha le sue esperienze a convalidare o meno certi credo.

Se riprendo la domanda “Chi sono?” e cerco di mantenerla più a lungo, cerco di portarla più in profondità  domanda assume un carattere molto esistenziale e potrebbe ambire a diventare una domanda essenziale o comunque una domanda che potrebbe coinvolgendo parti non visibili di e condurmi in un territorio nel quale la risposta potrebbe assumere il saggio vestito del silenzio.

La riposta potrebbe diventare una sensazione particolare oppure un silenzio particolare. Potrebbe condurmi in un territorio diverso dal solito in cui mi trovo ad attingere risposte. Potrei spostarmi dalla mente dai suoi schemi, dai suoi giudizi.

Potrei trovarmi a riposare respirando su un letto energetico con cuscini molto comodi e magari sentire qualche profumo particolare. Potrei inebriarmi di un’essenza originale e rigenerante.

Lasciando da parte i miei giudizi, pregiudizi, le mie ambizioni irrisolte o le frustrazioni, i miei desideri, gli aneliti. I devo…. devo fare …. devo raggiungere….devo riuscire…

Certo forse riuscirei ad accontentarmi per un po’, ad accettarmi a prescindere. Ma poi la mente tornerebbe a distubarmi con i soliti “devi fare questo e quello, stai buttando via la vita, stai sprecando il tuo tempo prezioso su questa terra …”

In effetti è difficile comprendere il perchè sono qui in un certo modo. E’ molto difficile comprenderlo. Ma come a volte ci si mette un certo vestito in base ad un’occasione particolare (sportivo o casual se si deve vivere alla giornata o in un contesto di un certo tipo, classico per una cena elegante, nudo quando si fa la doccia) così forse noi stiamo celebrando qualcosa di particolare con il nostro esser-ci. Qualcosa che non ci è dato sapere a meno che non lo chiediamo apertamente a ..a chi? Forse a qualcosa che non vediamo ma ci vede.

Ho quindi un destino obbligato? Sono qui così per …?

Non lo so.

Fatico a rispondere per me stesso, non riesco a dare risposte ad altri per altri.

Sono qui. Questo è certo.

Se sono sulla strada giusta come faccio a saperlo?

Mia nonna ha recitato bene la sua parte. Ha fatto la nonna di Paolo.

E io?

Quasi quasi divento nonna….

Posso???? Ci voglio provare davvero…….

Un abbraccio nipotini carissimi

Paolo Milanesi

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