Legge di attrazione e manifesting

COME CREIAMO LA NOSTRA REALTA’?

Ciao,

prendere consapevolezza nella propria vita non è compito facile ma  è probabilmente indispensabile. A che scopo? Direi per il semplice piacere di

DE-ROBOTTIZZARCI

Spesso siamo identificati con programmi inconsci che ci fanno

  • credere
  • agire

in modo automatico

Nonostante la mia cultura sullo sviluppo e la crescita personale trovo ancora impegnativo prendere atto di certi atteggiamenti che fanno parte in modo direi “esistenziale” della mia personalità nel senso che li riconosco come

  • ricorrenti
  • emblematici

Ancora, sto sperimentando questa emozione, ancora sto soffrendo???? BASTA!!!!

Allora, posso utilizzare le svariate tecniche che ho appreso, dalla PNL, all’EFT, al Tetha healing eppure il lavoro su se stessi richiede una presa di coscienza veramente forte. E’ come se qualcosa di noi riesca sempre a sfuggire e voglia

  • conservarsi
  • proteggersi
  • tutelare una propria identità

Interessante questo vero? Siamo abituati a rimanere in una nostra ZONA COMFORT.

Forse è più facile agire sugli altri che su noi stessi. Del resto però un medico quando ha bisogno di curarsi in certi casi non necessariamente può farlo da solo e deve richiedere l’intervento di qualcuno. Probabilmente ciò ha significato anche in ambito psico energetico. Per questo siamo in una comunità.

Vediamo ora di fare alcune valutazioni riguardo la realtà che viviamo e spero che tu possa ricevere un beneficio, magari un’ispirazione. In tal caso ti chiedo il favore di commentare l’articolo come feedback. E’ molto importante avere un dialogo perchè più menti allineate sullo stesso percorso creano una sinergia molto interessante.

Noi viviamo come personalità presenti, ossia siamo esseri incarnati specificamente. Io sono uomo ma lo psicologo Jung ha insegnato che in ogni umano esiste la controparte inconscia del sesso opposto. Ciononostante … il mio corpo è quello di un uomo.

Ho quindi una  personalità particolare e con essa interagisco con il mondo, con la realtà esterna.

La mia personalità ha a sua volta una realtà interiore. Questa realtà interiore è da decenni esplorata dalla psicologia e ci si è resi conto che anche le culture antiche come il buddhismo, l’ayurveda, l’induismo consideravano un essere inteso non solo carnalmente ma nella sua dimensione più ampia, ossia quella spirituale.

Se certe tradizioni (ad esempio certe correnti cristiane o certe particolari filosofie dell’eterno) hanno trovato utile operare una frattura tra anima e corpo (ricordiamoci che dipende dal punto di vista che si assume valutare o giudicare una certa cosa), altre hanno rivalutato la funzione del corpo nell’ambito dell’esistenzialità.

Il lavoro di William Reich ad esempio è stato fondamentale a riguardo. La sessualità così ha trovato una collocazione che va oltre quella canonica del concetto di peccato. La sessualità si collega all’energia cosmica e come tale ha una sua preziosità, sacralità.

Come il figliol prodigo la vita si occupa di recuperare dei frammenti perduti, di ritrovare la sua UNITA’.

Ritornando a noi possiamo quindi considerare di vivere tra due realtà:

  • realtà interiore (emozioni, pensieri, stati d’animo, convinzioni e credenze, traumi e schock, realtà energetiche, multidimensionalità, mistero ecc…)
  • realtà esteriore (i ruoli, gli ambienti, l’altro, gli eventi storico-soggettivi e storico-oggettivi, il rapporto con le cose, le persone i fatti ecc…)

Spesso viviamo la nostra realtà interiore identificandoci con un aspetto particolare.

Es: sono arrabbiato, sono frustrato, ho fallito e quindi provo ….. Certamente gli aspetti potrebbero essere positivi. Si sperimentano successi e fallimenti, delusioni e gratificazioni. Sono felice perchè …..

Il mondo in tutto ciò ci fa da specchio

E se l’indicatore della benzina ci segnala che è il momento di compiere una precisa azione, così dobbiamo cominciare a rapportarci con i segnali che ci invia la nostra realtà interiore ad esempio tramite le emozioni. Le emozioni sono quindi un vero e proprio sistema di guida che ci fanno comprendere come stiamo inter-agendo, come stiamo inter-essendo.

Se ci sono  persone che si identificano per anni se non per tutta la vita con una precisa emozione negativa (vedi nel caso della depressione, oppure di coloro che hanno costruito l’esistenza intorno a veri e propri sentimenti di vendetta e crudeltà) noi e intendo noi come ricercatori, abbiamo la possibilità intanto di prendere un profondo e salutare respiro e credere nella nostra possibilità di interagire in modo costruttivo con la realtà sia interiore che esteriore.

POSSIAMO ASSUMERE LA GUIDA DEL MEZZO

Compito non facile perchè la realtà interiore rimane fondamentalmente un grande mistero e quella esteriore è, per dirla con l’oriente illusione, maya, o comunque sogno (richiamando Calderon de la Barca).

La domanda per eccellenza può essere la fatidica

CHI SONO?

Ma tale domanda dovrebbe scendere molto in profondità, portarci oltre ogni identificazione con il nostro corpo fisico, i nostri ruoli, il vissuto.

Certo, qualcuno si può accontentare di definirsi quasi  etimologicamente come “mamma”, “professionista”, “operatore scolastico” “politico”. Oppure come “qualcuno di successo”, “un fallito”, “una frana”, “una nullità” o un “lei non sa chi sono io”.

Conoscersi veramente diventa però una vera e propria sfida avventurosa che si potrebbe considerare forse conclusa quando la domanda, dopo aver assumendo e realizzato un’onesta intensità spirituale-ontologico-temporale diventa “ILLUMINAZIONE”. Diventa così LA RISPOSTA.

Quasi una benedizione, una grazia o una vera e propria conquista trans-personale, trans-temporale. Buddha, Osho e chissà quanti altri hanno avuto questo “privilegio” certamente meritato.

Intanto, in attesa del fatidico avverarsi, oltre a convivere con se stessi, si deve fare i conti con il mondo.

Se nell’illuminazione potrebbe accadere una sorta di dissoluzione cosmica, nella temporalità è invece come essere su una giostra che gira, mostrandoci alternativamente e ciclicamente eventi, persone, difficoltà, problemi, aspirazioni, sogni, emozioni, pensieri, catene di ricordi ecc….

E’ la nostra “ignoranza metafisica” a mantenerci nel samsara.

Conflitti che si ripetono, desideri che si susseguono.

In un’esistenza hai successo ma non hai la famiglia, in un’altra hai la famiglia e brami il successo. In un’esistenza sei brutto e vuoi essere bello. In un’altra sei bello ma non hai i soldi. Poi hai i soldi e sei brutto. Poi sei povero, brutto e sfortunato nel lavoro ma hai una famiglia. E così via.

In una vita il lavoro è una gabbia, in un altra finalmente trovi la tua dimensione ma ….. hai altre brame.

Forse è così che funziona. Forse il trucco sta nell’afferrare ciò che sta dietro il gioco. Per questo i saggi affermano che “la vita è un gioco“. Sanno che anche ogni infame tragedia c’è qualcosa di magico, di illusorio, di strano, c’è una commedia. Un “oltre”. E’ questa dimensione dell’oltre la chiave.

Per questo noi siamo importanti per il grande quadro. Forse siamo qui per qualcosa. Ma è un mistero.

Vediamo allora di cominciare a creare i presupposti per un percorso costruttivo del nostro “esser-ci” in questo mondo (valle di lacrime per alcuni, straordinaria realtà per altri).

  • “La vita fa schifo”
  • “La vita è un dono”

Sono due prospettive che influenzano in modo diverso.

Potremmo comunque ipotizzare che noi creiamo la nostra realtà 

CON QUALI STRUMENTI?

Bella domanda vero?

Chi si fa fare i tarocchi si affida al mago che ha le risposte. Il destino, l’astrologia, le stelle, la predestinazione cosmica. Interessante fino ad un certo punto.

Se tutto è energia, come affermano la fisica quantistica e certe correnti spirituali, certamente esiste un’

INFLUENZA RECIPROCA

Le stelle possono influenzare in base ad un chissà cosa che non è mio compito in questa sede trattare. Ma tale influenze può accadere tra tutti i “reali”.

Possono influenzare la realtà anche

  • le nostre energie
  • le nostre vibrazioni
  • le frequenze alle quali ci assoggettiamo

La vibrazione dell’odio o della paura non è quella dell’amore o della gratitudine.

  • Emettiamo vibrazioni particolari
  • Sperimentiamo emozioni
  • Creiamo o attraiamo un certo tipo di pensieri
  • Adottiamo certe abitudini
  • Mettiamo in atto certi comportamenti
  • Usiamo particolari strategie per tutto

Siamo un mistero, siamo buddha-cristi, entità spirituali che si trovano imprigionate in

  • ruoli
  • schemi
  • convinzioni
  • desideri
  • aspettative

Viviamo in una “matrice” sociale nella quale siamo ingabbiati a nostra volta come matrioske in multi-livelli.

Adesso però puoi fare un bel respiro e rilassarti.

Perchè forse il trucco e la chiave sono …. qui…. ADESSO.

Proprio in questo respiro.

Nulla da fare, nulla per cui agitarsi, solo

prendere consapevolezza

di come funzioniamo, dei nostri automatismi e di come, con tutti quegli attrezzi di cui siamo dotati (emozioni, pensieri, atteggiamenti, comportamenti, abitudini ecc..) gestiamo la nostra esistenza e co-creiamo con essa.

STO SPERIMENTANDO QUALCOSA PERCHE’ ……

Cosa mi fa sperimentare questa situazione?

  • Quali credenze devi attuare?
  • Quali aspettative devi avere?
  • Quali abitudini devi mettere in gioco?
  • Quali comportamenti?
  • Quali decisioni?

La presa di coscienza può toccare ogni cosa: dalla salute, al lavoro alle relazioni, al denaro…ogni tematica.

La nostra consapevolezza svolge la stessa funzione della luce in una stanza buia. l’uomo allora diventa l’unico animale in grado di re-inventare se stesso ri-pensandosi, cambiando strategie.

Ed intanto la consapevolezza

ILLUMINA

Porta luce.

Fai un altro bel respiro.

Allo stesso tempo può occorrere un’altra importantissima e fondamentale funzione: la capacità di essere un testimone, la capacità di disidentificarsi da ciò che non è essenziale.

  • IO HO UN CORPO MA NON SONO IL MIO CORPO
  • PROVO DELLE EMOZIONI MA NON SONO QUESTE EMOZIONI
  • HO UNA MENTE CHE E’ UNO STRUMENTO FANTASTICO MA NON SONO IL SUO CONTENUTO

E allora

CHI SONO?

Respirando lascio ancora la domanda aperta.

Adesso il mio lavoro è anche quello di conoscere il mio funzionamento per ottimizzarlo oltre che per una felicità egoica, anche per qualcosa di più, per quell’oltre che magari ha un progetto particolare per me. Esistono tanti percorsi, tante strade, ma occorre sapere verso quale meta viaggiare.

Il navigatore ……. insegna

Intanto potrei decidere questo:

mi impegno in un lavoro su di me stesso affinchè io possa esprimere il meglio, possa dare il mio contributo per un mondo più bello, in pace, etico, un mondo in cui sia gratificante e costruttivo vivere per ciascuno indistintamente e incondizionatamente

Questa è la mia visione dell’umanità. Non è detto che sia la tua.

Io però sono stanco di vedere un’umanità gestita da fanatici che mettono da parte i diritti elementari degli individui. Voglio vivere in un mondo migliore.

E’ possibile un mondo di povertà, di inquinamento, di odio, di cattiverie, di manipolazioni, di sprechi, di falsità? Certo. Lo vediamo.

E’ fondamentale ora raggiungere un livello di consapevolezza tale per cui certe manipolazioni non possano più attecchire sugli individui. Occorre una massa critica di persone realizzate, risvegliate, felici tali da de-monetizzare le egregore distruttive che da secoli dirigono le sorti dell’umanità nelle micro-società, come nelle macro.

La questione è lunga, non voglio dilungarmi oltre e la mia è solo una proposta.

Però adesso …. rifletti molto profondamente sugli strumenti che hai a disposizione, sul bagaglio che ti porti dentro e sul sacco di convinzioni, balle e sofferenze che trasporti sulle spalle.

Stai andando verso la direzione che vuoi?

  • Cosa provi per la maggior parte del tempo?
  • Cosa vorresti provare? Da quale emozione vorresti essere guidato?
  • Quali strategie usi negli svariati ambiti?
  • Che schemi mentali hai riguardo la salute, le relazioni, il lavoro, il denaro…?

Se alcuni vogliono un popolo di robot, di schiavi da manipolare, controllare, ebbene cominciamo a de-robotizzarci.

Cominciamo ad assaporare sprazzi di libertà interiore, a respirare la nostra essenza, impariamo ad ascoltare la voce interiore che parla in modo sottile, ascoltiamo la chiamata del dharma.

Facile?

Personalmente, dopo 30 anni di ricerca personale, ed in totale onestà ti dico la mia:

NON E’ FACILE PER NIENTE

Un paio di mesi fa ho comprato un bulbo di dalia e l’ho messo in un vaso. Impaziente di vedere il fiore, fino ad ora sto vedendo crescere un bellissimo stelo con le sue foglie.

La mia nemica è da sempre l’impazienza ma la natura insegna. OGNI MANIFESTAZIONE HA IL SUO TEMPO DI GESTAZIONE

Così avremo a che fare con i nostri ostacoli, i nemici interni, i blocchi, le contro-intenzioni inconsce tra un desiderio e l’altro.

Per questo da un lato siamo guerrieri di luce e dall’altro  paladini dell’ombra. Non siamo solo peccatori nè tantomeno santi, non completamente angeli nè totalmente demoni.

Ma un essere umano allora …. CHE COSA E’

Beh …. io ti ringrazio per avermi seguito fino a qui, cosa non facile.

Ci sono molte considerazioni in questo articolo e ciascuna meriterebbe un lavoro a parte.

Adesso se vuoi regalarti qualcosa di meraviglioso,

FAI UN BEL RESPIRO E GODITI L’ATTIMO CHE STAI VIVENDO

per quello che è… semplicemente

Poi se vuoi ….

  • scrivi la tua VISIONE DEL MONDO REALE
  • la tua VISIONE DEL MONDO IDEALE (per la quale vorresti contribuire)
  • la tua VISIONE DI TE STESSO REALE (come ti vedi)
  • la tua VISIONE DI TE IDEALE (come vorresti vivere)

Ci aggiorniamo per altri passi da compiere

Un abbraccio

Paolo Milanesi

 

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