SVILUPPO PERSONALE

LA FRUSTRAZIONE

Ebbene sì

non posso esimermi dal considerare questo aspetto prettamente … umano.

a volte ho sentito la simpatica frase ..”non è che nasciamo tutti imparati“ed anzi, secondo il mio umile punto di vista, ho conosciuto tante persone che si sono fatte il cosiddetto “mazzo”.

La vita del resto è un sottobosco.

Sì, hai capito bene. La vita è un mistero energetico. Ne possiamo sapere ben poco a riguardo.

Ma possiamo … OSSERVARE.

E’ ciò che ci permette di ri-conoscere l’espressione della vita nelle sue manifestazioni. Cielo ma non sarai mica un filosofo??

Certamente  .. lo sono!!

Della vita posso dir poco. Di come la vita si è manifestata attraverso di me ne sono presenza.

Perchè tanta gente infelice?

Io parlo per esperienza personale. A volte mi sento “frustrato”. La frustrazione è il sentimento che emerge quandoci si sente sopraffatti da qualcosa, quando si è convinti che non si può realizzare ciò che si vorrebbe, quando ci si paragona ad altri che hanno realizzato di più….

Non è certamente piacevole ma… accade.

E’ una forma di resistenza, ossia la decisione che non si riesce a diventare ciò che si vorrebbe, ma può diventare resilienza, ossia può mescolarsi ad una capacità di adattamento.

La canna di bambù ha scoperto come sopportare il forte vento. Si è adattata. Questa forma di adattamento è interessante.

Intanto occorre ri-conoscere i motivi della propria frustrazione.

Una cosa rivoluzionaria che solo alcune discipline insegnano è quella di mettersi in ascolto. Già, se provi una sensazione negativa, puoi ascoltarla, abbracciarla come una madre farebbe con il proprio bambino.  Arrivare al suo messaggio. Decifrarne il significato.

Sarà un ritornare a sè, ascoltarsi, percepire il proprio respiro che entra e che esce, è un passo fondamentale.

Sì, sto provando una forma di frustrazione!!!

Ma non mi ci identifico. Io non sono quella cosa che mi sta facendo soffrire. Essa è solo un messaggero di qualcosa.

  • Sto formulando giudizi di qualche tipo che non mi fanno stare bene?
  • Mi sto concentrando su cose inappropriate?

La frustrazione su una scala emotiva ipotetica è posizionata certamente un pò in basso. Se alla base, negli inferi, sta la disperazione e sulla vetta l’estasi, la frustrazione cosa può precedere? E cosa può seguire sul livello successivo?

E’ importante ri-conoscere che se mi sento frustrato, se mi reputo incapace di realizzare qualcosa, se mi paragono a quel tale che apparentemente ha più successo in qualche ambito, non è detto che debba rimanere in questo stato per sempre.

Anzi, la frustrazione è da sempre tipica degli studenti, dei geni che hanno dovuto superare sfide per arrivare a alla conquista di qualsivoglia formula o prodotto.

Siamo umani.

Per questo possiamo migliorare.

Ma è opportuno fare un pò di chiarezza, perchè occorre una certa dose di realismo.

Andare da A a B può provocare frustrazione. Essa è un messaggio energetico che potrebbe essere stimolante, non solo limitante.

Si può vivere un’emozione nella sua sofferenza oppure si può vivere comprendendone il messaggio, facendone una sorta di carburante in grado di portarci fuori, di andare verso..

La frustrazione è un segnale di scomodità.

Occorre ascoltarlo e incentivarsi ad AGIRE. O comunque a ridimensionare la situazione.

Sono frustrato perchè non suono bene Chopin come quel tale.

Bene….

Sai cosa significa suonare Chopin?

Sai quante ore di studio occorrono? Sai cosa bisogna fare per?

Sei disponibile a studiare?

Conosci qualcuno che ti potrebbe aiutare?

Devio trovare delle leve motivazionali. E’ certamente più semplice trovare giustificazioni (non sono in grado) o rifugiarsi in giocattoli emozionali (stasera c’è un bel film).

La frustrazione è una porta

Aprendola troverai due sentieri:

  • quello verso il superamento, lo sforzo, le lacrime, il sudore
  • quello verso la comodità, il rimandare, la resa, la sconfitta la giustificazione

Lo so, e sto parlando anche a me stesso, non è facile.

Nulla è facile.

La vita ti dà una possibilità, quella di esprimerti in qualche modo.

Come, in che modo… sta a te!!!

un abbraccio

Paolo Milanesi