Attualità e società

IL GIORNO DELLA SMEMORIA

Ciao,

come ogni 27 gennaio tornerà il cosiddetto Giorno della Memoria, per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Ebbene sì: l’Olocausto c’è stato.

Forse chi visse gli anni che precedettero quelle giornate nefaste – magari nel 1939 o anche prima – ebbe il tempo di chiedersi:

“Cosa succederà adesso?”

per poi assistere, impotente, a uno scempio senza precedenti.

A livello macro come a livello micro, nulla accade per caso.

QUALCOSA ACCADE PERCHÉ QUALCUNO LO PERMETTE.

Se esistette una massa critica disposta ad accettare certe “soluzioni”, non accadde ciò che doveva accadere, ma ciò che alcuni volevano che accadesse.

E fecero in modo di coinvolgere intere popolazioni affinché fosse accettato.

Le celebrazioni sono importanti, certo. Ma allora dovremmo ricordare anche:

  • i genocidi dell’epoca romana,

  • lo sterminio dei kulaki da parte di Stalin,

  • il genocidio armeno,

  • quello ruandese,

  • Pol Pot,

  • gli indiani d’America,

  • Mao,

  • e chissà quant’altro.

Di questo è capace l’uomo addormentato. L’uomo non risvegliato.
L’uomo che ascolta gli istinti più bassi e segue leader malati di ego, disturbi della personalità e pulsioni distruttive.

Posso onorare il Giorno della Memoria, così come posso onorare il Natale.
Ma il Natale come nascita dell’uomo spirituale è una cosa;
il Natale come panettone è tutt’altro (e questa è un’altra storia).

Alla memoria va dato ciò che le compete.

Sappiamo che la memoria umana è capace di prodigi.
Esiste un inconscio dalle abilità impressionanti.
In ipnosi si possono ricordare eventi remoti, persino esperienze che trascendono il tempo lineare.

Due sono le sue grandi capacità:

  • compiere prestazioni straordinarie (dal miracolo alla totale suggestione),

  • ricordare ogni evento vissuto, nei minimi dettagli.

Eppure, quando ricordiamo la Seconda Guerra Mondiale, non ci è consentito farlo in modo completo, globale, autentico.

Non ci è dato sapere:

  • chi finanziò il nazismo,

  • quali fossero i suoi reali scopi,

  • i veri moventi,

  • i flussi bancari che lo sostennero.

Ci è dato solo constatarne gli effetti devastanti:
su un popolo prima di tutto, e poi sul mondo intero.

Ci commuoviamo – giustamente – per Anna Frank, per film come La vita è bella, Il pianista, Schindler’s List, per le gesta di Bartali e di tanti altri Giusti.

Va bene.


Ma chi ne ha tratto profitto?
Chi ha contato milioni grazie a tutto questo?

A chi giovano le crisi?
A chi giovano le guerre?

Questo vale per ogni evento storico in cui interessi economici, spesso occulti e fasulli, portano al macello milioni di persone in nome di ideali manipolati.

La storia insegna solo a chi cerca.
Altrimenti diventa un soprammobile: bello da guardare ogni tanto.

È accaduto.
Perché?

Quali sono le cause reali?
I moventi autentici?
Le intenzioni nascoste?

Forse dovremmo ricominciare da domande semplici:

  • Cosa?

  • Con chi?
  • Quando?

  • Perché?

  • Dove?

  • Per che cosa?

  • È vero?

  • Da quali fonti?

  • In che modo?

  • Con quali conseguenze?

  • Chi lo ha deciso?

  • Qual è la reale intenzione?

  • Cosa sappiamo davvero, oggi?

Cosa aspettiamo a smascherare le dinamiche che alimentano regimi, totalitarismi e finte democrazie?

Cosa aspettiamo a guardare in faccia i finanziatori occulti delle disgrazie umane?

Pensate davvero che Hitler sia nato nelle birrerie?
Pensate davvero che gli Hitler, i Mengele, i Goebbels siano scomparsi?

Voi celebrate il Giorno della Memoria.
Io ascolto la memoria.

E vedo come, nella storia, élite deviate abbiano ingannato e depredato popoli interi per secoli, e come ancora oggi – tramite dinastie e poteri invisibili – continuino a guidare l’umanità verso i suoi drammi più profondi.

Ancora oggi.
Questo significa che accade adesso.

Bella la memoria.
Ma…

SVEGLIA!

Auguri.

Un abbraccio,

Paolo Milanesi

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