Una canzone per Srebrenica
Ciao
oggi, 11 luglio, condivido con te il ricordo di un evento tragico.
Ogni giorno è un giorno della memoria e la memoria può riportare a ricordi sia positivi che negativi. Quando possiamo considerare un evento o uno stato d’animo come negativo? Generalmente quando porta a conseguenze spiacevoli, danni o risultati indesiderati.
In altre parole, se qualcosa provoca sofferenza, perdita, insoddisfazione o problemi, lo definiamo un evento negativo. Lo stesso vale se uno stato d’animo provoca conseguenze deleterie.
In che società viviamo? Una società che lascia correre e che ignora le potenziali conseguenze catastrofiche di decisioni prese da chi ha potere di decidere per tutti. Non è facile convivere con tutti questi piani e livelli.
Certo, vivo nella mia casa con la mia famiglia, in un quartiere di una città di uno stato di un continente del mondo. Se siamo oltre 8 miliardi di individui ci sono molte personalità che pensano, che sentono, che decidono, che emettono vibrazioni. Non è facile ma la vocazione è stare dalla parte della verità, del bene, dell’amore e della giustizia e questo è fondamentale per il tutto. Non è facile ma è prezioso farlo.
E’ importante saper riconoscere quando a prevalere sono le passioni o sentimenti di odio o stati d’animo negativi. In questa società, dove da secoli si mette in atto la strategia del “divide et impera” per dividere le persone in fazioni pronte a combattersi, servono molta lucidità e buona volontà.
Ricordiamo quella frase .. “pace in terra agli uomini di buona volontà”? Quanti dobbiamo essere per sostenere la pace sul pianeta? Poche menti hanno potere di decidere nel bene e nel male per la moltitudine e noi quanti dobbiamo essere per contrastarli, per far sentire una voce alternativa e forte?
La memoria è importante perchè ci permette di fissare le esperienze, di osservarle alla luce di una lucidità e di una saggezza, se ce lo permettiamo. Ancora oggi viviamo con molte cose irrisolte, incomprese, nell’ombra. Ci sono domande che non hanno risposta ma la verità c’è e probabilmente il tutto che trascende sa perfettamente cosa è accaduto, conosce i responsabili e potrebbe essere che una legge divina si adoperi per fare giustizia a modo suo, con i suoi tempi e i suoi criteri.
Se prendiamo un giorno come l’11 luglio possiamo dire che come giorno astrale è retto da Yeiayel, o Yeyay’el, è il 22esimo Soffio e il sesto raggio angelico nel Coro saturnino degli Angeli Troni, nel quale amministra le energie di Venere. Il suo elemento è l’Acqua; ha domicilio Zodiacale dal 15° al 20° del Cancro. I sei Angeli Custodi del Cancro, collettivamente, suscitano nei loro nati un profondo amore per la famiglia, senso del focolare domestico e di appartenenza alla terra natale.
Chi nasce l’11 luglio porta in sé delle caratteristiche astrali tra le quali si distingue il “profondo amore per la famiglia”. Sebbene viviamo in periodi in cui la famiglia è sotto attacco da parte di visioni discutibili, la famiglia rimane un fondamento della società. Certo anche riguardo essa dobbiamo dirlo: nel bene e nel male.
Ci sono anche e ci saranno sempre state famiglie famiglie disfunzionali ma di chi è la colpa? Sempre di qualcuno o di qualcosa di specifico o di qualche aspetto particolare.
La storia insegna anche che sono esistiti individui senza compassione o empatia che hanno distrutto intere famiglie e addirittura etnie intere. Non voglio dilungarmi troppo ma voglio che tu comprenda l’importanza di un focolare domestico e in particolare l’importanza dell’amore di una madre per il figlio o per i figli.
Sai quanto può soffrire una madre per la perdita di un figlio o una moglie per la perdita di un marito?
La storia insegna che molto spesso, in nome di un ideale discutibile, esseri umani, uomini e donne, addirittura bambini e anziani sono stati perseguitati, torturati, uccisi. Gli esempi sono troppi purtroppo e toccano la destra e la sinistra, gli U.S.A. e l’U.R.S.S., la Germania, l’Italia, il Belgio, la Cambogia, la Ruanda e molti altri.
Sì, l’uomo è capace di nefandezze, di crimini e questo è possibile dal momento che ha il libero arbitrio di poter aderire a pensieri e sentimenti di odio. Ha il potere di calpestare la dignità umana del prossimo, di unirsi a ideali violenti e persecutori.
11 luglio 1995, l’angelo del focolare viene messo a dura prova.
Srebrenica è una città situata in Bosnia ed Erzegovina, famosa purtroppo per un evento molto tragico. Nel luglio del 1995, durante la guerra in Bosnia, si verificò il massacro di Srebrenica, in cui oltre 8.000 uomini e ragazzi bosniaci musulmani furono uccisi dalle forze serbe. Questo evento è considerato uno dei più gravi crimini di guerra in Europa dopo la Seconda guerra mondiale e ha avuto un impatto profondo sulla storia e sulla memoria della regione.
La Corte Internazionale di giustizia ha affermato che il massacro di Srebrenica è configurabile come genocidio, riconoscendo l’intenzione di annientare i Bosniaci musulmani da parte dell’esercito dell’allora Repubblica Serba, ma ha ritenuto la Serbia non responsabile del medesimo.
Nedzad Avdic uno dei pochi sopravvissuti all’eccidio e importante testimone presso il tribunale dell’Aja riguardo i fatti, ha alzato la sua voce contro chi ha tentato la via del negazionismo e, riguardo i sentimenti che ha provato afferma: “sarebbe falso dire che non odio. Ma odiare non mi fa stare meglio e cerco con tutte le mie forze di respingere quel sentimento. A volte sono frustrato, perché mi rendo conto che non posso fare molto per contrastare il revisionismo”.
Un uomo sopravvive dopo aver perso molti membri della famiglia in seguito al gesto crudele di un gruppo di altri esseri umani. Non è la prima volta che è accadut. Speriamo sia una delle ultime.
Cosa possiamo dire della forza di quelle madri che reclamano ancora oggi giustizia? Vedersi portati via figli e mariti per non vederli mai più. Cosa insegna a noi personalmente qualcosa che capita agli altri? Io posso provare empatia, posso essere solidale con la sofferenza altrui ma la soluzione ottimale sarebbe che i popoli di tutta la terra si risveglino una volta per tutte per isolare i lupi cattivi e perversi e non seguirli mai più. Ricordiamo che i lupi dovrebbero offendersi se paragonati a certi umani.
Eppure, quei sentimenti atroci hanno ancora la capacità di infiammare altre coscienze che oserei definire addormentate.
E’ risvegliata la coscienza che ha compreso le leggi spirituali della vita
Sì, la vita funziona secondo leggi speciali, come l’elettricità o la gravità decidono per la realtà fisica. Se conosci le leggi della vita è tua la completa responsabilità dei gesti e delle scelte che compi. Per ognuna di questi metti un gettone nel salvadanaio del karma e la legge ti ricompensa secondo la qualità della tua moneta.
La verità è che non si può tornare indietro. Ciò che è stato fatto è stato fatto, sono stati individuati alcuni colpevoli, non si sa di preciso se la pena sia congrua e i martiri non torneranno di certo sulla terra. Le madri mogli hanno dovuto prendersi cura delle loro ferite e coraggiosamente si sono adoperate per far vivere la giustiza e la verità.
Nel 2022 è stata installata a Potocari un’installazione artistica promossa dall’Associazione Madri di Srebrenica.
“Le sciarpe e gli scialli che sono qui esposti non sono semplici pezzi di stoffa. Sono il simbolo della resistenza rappresentata dall’incessante battaglia per la verità e la giustizia condotta dalle madri di Srebrenica in questi ultimi 27 anni. I nodi che legano le sciarpe e gli scialli simboleggiano l’unione. Sottolineano la solidarietà tra le donne di fronte a gravissime violazioni dei diritti umani. Le migliaia di sciarpe raccolte rappresentano l’ampia rete di sostegno intessuta dalle Madri nel loro sofferto cammino per chiedere giustizia. Queste sciarpe e questi scialli trascendono ogni gruppo o interpretazione particolare. Alcuni sono stati trasmessi da madri o da nonne, altri sono stati indossati dalle sopravvissute, mentre fuggivano dalle atrocità o davano sepoltura ai loro cari, altri sono stati donati come gesto di rispetto e compassione. Simboleggiano il dolore che unisce passato e presente, mentre si guarda al futuro. Sono un riconoscimento della dedizione delle Madri, del loro impegno a non arrendersi mai all’odio e di aprire un percorso che porti alla convivenza pacifica per le giovani generazioni, garantendo che la verità sia riconosciuta e che sia mantenuta viva la memoria delle vittime. La lotta delle Madri dovrebbe essere fonte di ispirazione per tutti noi. È essenziale che venga ascoltato il loro appello alla giustizia e che decidiamo di unire le nostre forze per contrastare la cultura profondamente radicata della negazione del genocidio. Dobbiamo condannare i discorsi d’odio, la negazione del genocidio e la glorificazione dei criminali di guerra, che purtroppo si sono accentuati in questi ultimi tempi a Srebrenica”- Sito del Consiglio d’Europa
Ci sono madri che nel buio della notte hanno scavato per trovare le ossa o i resti del figlio o del marito, madri coraggiose e disperate allo stesso tempo e uomini e ragazzi che hanno affrontato la morte senza poter fare nulla, uccisi da vigliacchi senza pietà e a bruciapelo.
Lo so, la storia è piena di questi esempi ma non possiamo ricordarli tutti in uno spazio.
Ora ricordiamo Srebrenica e i suoi martiri. 8372 per la precisione.
Io lo voglio fare condividendo questa canzone di Maher Zain dal titolo “Srebrenica”.
Tienimi la mano e non lasciarla andare
Mamma, ti amo così tanto
Mi stanno portando via, non voglio andare
Mamma, prega per la mia anima
Non so cosa ho fatto di sbagliato
E perché mi odiano così tanto
Non dimenticarmi
CORO
Srebrenica
Sarai sempre nel mio cuore
Srebrenica, non dimenticherò
Stando fianco a fianco, aspettando di morire
Questa paura, non si può descrivere
Ogni minuto sembrava un anno, mentre eravamo in fila
Mentre le lacrime scorrevano dai miei occhi
Non so cosa ho fatto di sbagliato
E perché mi odiano così tanto
Non dimenticarmi
CORO
Tu discrimini
Contro la mia fede e il mio nome
Smetti di diffondere il tuo odio
Siamo tutti uguali
Siamo tutti uguali
CORO
Non dimenticherò mai
Ecco, si dice una volta l’anno no? Per non dimenticare …. Diciamolo più spesso e svegliamoci.
INTERPLAY - un viaggio sonoro intenso
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