SPIRITUALITA'

Tra personalità e individualità

preghiera per l'abbondanza

Secondo gli insegnamenti di Aivanhov, esiste una sorta di dualità che rappresenta tipi di diverse energie che convivono dentro di noi.

Esiste una parte superiore, spesso associata alla figura dell’angelo, che simboleggia la nostra natura più elevata, quella che aspira alla spiritualità, alla saggezza e all’amore incondizionato. E’ la parte che vive secondo i criteri del cosiddetto regno dei Cieli e la cui consistenza ci è stata mostrata da Gesù, che dopo aver vinto le tentazioni, ha condotto una vita prettamente spirituale fondata sull’amore incondizionato.

La parte inferiore, invece, rappresenta le tentazioni, le passioni e le pulsioni più materiali, che possono portarci lontano dal nostro vero sé.

E se tutti noi fossimo esseri divini, particelle di una luce universale?

Che cosa ci siamo dimenticati?

L’uomo ha una personalità presente, destinata a finire, che può scegliere secondo quali valori, criteri e regole vivere. L’essere umano può d’altro canto decidere se seguire la mente inferiore, legata troppe volte a istinti più bassi o seguire una coscienza più illuminata, ispirata da valori superiori.

Non è facile prendere posizioni chiare ma tutto dipende in fin dei conti da cosa si vuole e da cosa ci si lascia guidare. Se faccio questo cosa ottengo?

C’è chi cede alle droghe o ai vizi inconsapevole delle conseguenze deleterie che ne deriveranno, c’è chi mette al primo posto il proprio ego con i suoi capricci. Ci sono artisti che non riescono addirittura a sopravvivere allo stress di un successo che va a nutrire un’immagine sociale e ideale che rischia di essere un surrogato di qualcosa di più importante. La vera felicità sembra essere altrove in certi casi. 

Le tentazioni di Gesù nel deserto sono un esempio di questa lotta interiore: Gesù affronta le tentazioni del diavolo, che cerca di distoglierlo dal suo cammino spirituale, offrendo piaceri e potere temporanei. Lo seduce ne pensiero, nel potere, nella volontà e questa storia ci ricorda che anche noi, nella vita quotidiana, siamo chiamati a scegliere tra seguire le tentazioni della personalità o elevare la nostra coscienza riscoprendo il nostro vero sé, più autentico e spirituale.

Aivanhov sottolinea che vivere secondo la personalità significa lasciarsi guidare dalle emozioni, dai desideri e dai bisogni superficiali, mentre vivere secondo l’individualità implica ascoltare la voce più profonda del nostro spirito e cercare di essere veramente autentici e liberi da dogmi, stereotipi, condizionamenti e ideologie perverse.

Questo è un percorso di crescita che richiede consapevolezza e disciplina, ma che ci permetterà di realizzare il nostro potenziale più alto.

Facile? Cosa c’è di facile nella vita?

Ecco allora che tutto si riduce alla scelta.

Da cosa voglio lasciarmi guidare?

Dalla verità? Che cos’è la verità riguardo il mio trovarmi qui in questo corpo, con questa personalità, nome e cognome, pregi e difetti, virtù e vizi, abitudini e talenti?

Io posso scegliere cosa pensare. Io posso scegliere a chi dedicare le mie giornate.

Posso conoscere me stesso e riconoscere i valori che mi guidano.

Posso analizzare la mia programmazione mentale ed emozionale e posso addirittura riprogrammarmi.

Molti vivono la loro vita guardando dai piani pùbassi di un grattacielo quando se potessero salire o uscire fuori dall’edificio comprenderebbero l’immensità del panorama che si apre cambiando visione.

Secondo Jung l’individuazione è il percorso attraverso il quale una persona cerca di scoprire e integrare le diverse parti di sé, sia consce che inconsce, per diventare la versione più autentica e completa di sé stessa. In pratica, è il modo in cui ci avviciniamo alla nostra vera essenza, superando le maschere e le influenze esterne, per raggiungere un equilibrio interiore. È un processo molto importante nel suo pensiero, perché permette di realizzare il proprio potenziale e di vivere in modo più autentico.

Gurdjieff insegnava che spesso siamo divisi tra diversi “centri” o parti di noi stessi, come il centro emotivo, il centro intellettuale e il centro istintivo, e che il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di sviluppare un centro superiore, più equilibrato e consapevole, che possa coordinare gli altri. Questo centro superiore ci aiuterebbe a vivere in modo più armonico, a essere meno guidati dalle reazioni automatiche e più dalla nostra vera volontà. In sostanza, il “centro” secondo Gurdjieff è il punto di equilibrio e di consapevolezza che ci permette di essere più presenti e di evolvere spiritualmente.

Osho vedeva nei suoi discepoli dei buddha in potenza.

Tutte le tradizioni spirituali fanno riferimento ad una sorta di risveglio.

Questa è la nostra missione: recuperare e guarire parti di noi che si sono allontanate dalla fonte che è pura beatitudine e integrità

La vita non ha fretta, è eterna ed infinita e quindi ci mette a disposizione tutte le incarnazioni di cui abbiamo bisogno per arrivare a scoprire il trucco che permetterà di uscire dalla matrix.

Tutto può partire adesso da un’intenzione, da un primo passo.

Buddha non si è illuminato appena dopo aver deciso di intraprendere il suo viaggio.

Anche Gesù, predestinato, è diventato il Cristo dopo una sua personale iniziazione.

Anche se noi non potessimo ambire a certe elevazioni spirituali, possiamo comunque muoverci verso la direzione giusta per lasciare che sia lo spirito a guidare la nostra vita.

Il primo passo potrebbe essere questo: 

SIA FATTA LA TUA VOLONTA’

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