Considerazioni sulla realtà
La “realtà” che intende la maggior parte della gente su cosa si basa?
Non è forse basata sull’illusione della separazione?
Realtà: ciò che esiste ma per che cosa? In funzione di chi e di cosa? E’ reale solo ciò che i nostri sensi colgono? Sono reali i pensieri e le emozioni che una persona sperimenta?
Illusione: proiezione immaginaria che non trova corrispondenza nella realtà. Eppure per chi vive nell’illusione essa è reale.
Dio: un termine che riporta a un’entità suprema che presumibilmente ha creato, sostiene e ordina l’universo. E’ un concetto soggettivo? E’ un’esperienza?
Viviamo immersi in una realtà fatta di pensieri, di immagini, di esperienze soggettive e in una realtà materiale fatta di cose, di oggetti, di fatti. Sto scrivendo in una casa, in una stanza, battendo tasti sulla tastiera di un computer mentre percepisco le mie personali sensazioni, sperimento uno stato d’animo, vengo attraversato da pensieri e immagini.
Se qualcuno entra e mi vede può riconoscermi: “ecco che Paolo sta scrivendo al computer”. Ma chi è Paolo che scrive? E’ solo un corpo animato? Chi mi vede può conoscere la mia interiorità? E questa interiorità, quando non sarò più corpo che fine farà?

Ognuno di noi ha un mondo interiore popolato di intenzioni, credenze, programmi, mostri, angeli e demoni.
Se poi esiste qualcosa che ci comprende tutti, che ci ingloba, che ci abbraccia, ci osserva e può tenere traccia di noi, di ciò che siamo, di ciò che siamo stati e di ciò che saremo, di cosa si tratta?
Si sente parlare di “arrendersi al flusso”, un concetto piuttosto eracliteo. Il filosofo Eraclito disse che “tutto scorre e niente resta” ma questo fluire cosa porta con sé? Tutto!!!
Ogni cosa, ogni persona, ogni stato d’animo sono soggetti a questa transitorietà.
Io non sono più quello di un minuto fa mentre partecipo di due dimensioni:
- quella del tempo
- quella dell’eternità
Secondo la dimensione temporale sono destinato ad invecchiare, a spegnermi e a decompormi.
Secondo la prospettiva cosmica, eterna, universale, sono un battito pulsante che potrebbe anche vivere in eterno cambiando forma continuamente.
Siamo entità che si programmano a più livelli e vivono i loro programmi
La piramide dei livelli logici di Robert Dilts ci insegna che viviamo in relazione a:
- Ambiente: dove e quando accadono le esperienze
- Comportamenti: cosa facciamo
- Capacità: in che modo facciamo qualcosa
- Convinzioni: perchè facciamo qualcosa
- Valori: in base a cosa; che cosa ci guida; da cosa ci lasciamo guidare
- Identità: cosa mi identifica? In che modo mi sto percependo?
- Spiritualità: In base a cosa? Qual è la mia mission?
Esempio: sono un cantante e ..
- tengo un concerto in un teatro pieno di pubblico con i musicisti che mi accompagnano
- interpreto delle canzoni
- le canto con un’abilità e un talento che ho coltivato
- lo faccio perchè mi piace cantare, intrattenere le persone e guadagnare facendolo
- inoltre mi piace trasmettere emozioni e condividere la mia passione e il mo talento
- infatti io “sono un cantante”
- e canto perchè ho ricevuto questo dono dalla vita
Ogni cosa che facciamo comunque, dal lavarci i denti al bere un caffè, al fare spesa, al sostenere un esame, avviene in un preciso contesto/ambiente, avviene in un certo modo, viene fatta in un certo modo seguendo determinati comportamenti, mette in gioco i nostri programmi e abitudini, ha uno scopo più o meno conscio e produce dei risultati.
Se io spezzo il pane a tavola non do a questo gesto lo stesso significato che ha conferito Gesù di Nazareth o che gli attribuisce il prete durante l’Eucarestia. Lo faccio mentre sto mangiando e spesso con scarsa consapevolezza, in modo automatico.
Un elemento estremamente importante nella vita di ciascuno è proprio questo elemento: la consapevolezza, che si collega alla capacità di essere presenti a ciò che.
Consapevolezza: “insieme sapevole”, essere presenti in modalità “che sa”: Esserci sapendo, essere in contatto con qualcosa sapendo.
Coscienza: stato di essere svegli e consapevoli dell’ambiente circostante. Stato di vigilanza della mente.
Presenza: essere coscienti di dove si è, di cosa si sta facendo; percezione immediata e viva di qualcosa
Quando sono presente e ho coscienza dei pensieri che passano nella mia mente, quando ne divento consapevole, posso entrare in una modalità di testimone. Posso osservare senza giudizio.
- Ciò che è semplicemente è
- Ciò che accade semplicemente accade
Io non sono i miei pensieri a meno che non mi ci identifico, solo allora li divento e dimentico di poter essere il testimone, colui che semplicemente essendo, osserva

La vita è un flusso che trascina con sé ogni cosa, ogni persona lasciandosi attraversare.
Quando vediamo un film vediamo un insieme di fotogrammi che scorrono e con l’adeguata tecnologia possiamo ripetere l’esperienza ogni volta che lo vogliamo.
La nostra esistenza è come un film, è fatta di esperienze soggettive che si traducono in ricordi, in ologrammi, che vengono conservati nella memoria e che potrebbero essere rivissuti in sequenza temporale.
La cosa interessante di un film è che esso viene costruito scena dopo scena in funzione di una trama, di una storia, di un titolo, di uno scopo. Il film, come una canzone, dopo svariate costruzioni di momenti, scene, frasi, interpretazioni, ad un certo punto diventa ciò che poteva diventare e che è diventato in base ad un prototipo iniziale.
Riguardo la nostra esistenza in questo corpo particolare parliamo poi di personalità.
Noi siamo una personalità e ci identifichiamo con una personalità precisa, una personalità che è rappresentata da un corpo che respira, si muove, pensa, adotta comportamenti, coltiva abitudini e programmi e soprattutto agisce.
Noi viviamo secondo
- possibilità
- probabilità
- azioni effettive
Hitler poteva continuare a fare l’artista, ma ci sono cose che non conosciamo delle persone, soprattutto le loro motivazioni.
Motivazione: il motivo per cui facciamo qualcosa.
Per passare da artista mediocre a fuhrer ci doveva essere qualche forma di “passione” alternativa.
Passione: intenso desiderio
Cosa voleva questa personalità tanto turbata quanto disturbata quanto intraprendente, diabolicamente carismatica e magneticamente nefasta?
Siamo nove miliardi di personalità ambulanti. Se moltiplichiamo per i pensieri, le emozioni, i desideri, troviamo molto materiale energetico.
Il mondo e l’umanità non sono quindi solo gli oggetti e le persone che li popolano ma occorre considerare la componente astrale, la dimensione psico-energetica, le forme pensiero di ogni individuo, di ogni famiglia, di ogni nazione. La “Grande Germania” aveva forme pensiero diverse rispetto l’Inghilterra dell’epoca.
Le forme pensiero, unite in eggregore, diventano entità energetiche collettive che alimentano le scelte di un gruppo, sia si tratti di un’azienda che di uno stato. Così certe regole, certi “comandamenti” finiscono per diventare la guida di un insieme più o meno grande di soggetti. La teoria dello spazio vitale, l’ideale di libertà o più frequentemente quello di sicurezza riescono a stabilire i comportamenti di un numero anche molto grande di persone. I pochi riescono addirittura a controllare i più. Lo vediamo da secoli in politica, in economia, in ambito religioso a seconda di valori ed intenzioni ben precise.
La vita è così generosa che accoglie tutto ciò che è e lascia fare, si lascia cavalcare da anime e personalità.
Cosa significa allora diventare consapevoli?
- Può significare smettere di identificarsi con bisogni, valori, desideri, convinzioni, programmi per prendere semplicemente coscienza degli effetti che hanno prodotto fino ad ora e del loro grado di efficacia.
- Può significare riconoscere che alla base di certe nostre decisioni e di certi comportamenti possono esserci shock, traumi e paure.
- Può significare accettare il fatto che i programmi che abbiamo adottato non sono necessariamente costruttivi ma soprattutto accettare la nostra responsabilità di vederli e lavorare su di essi.
Qui sta proprio la straordinaria potenzialità dell’uomo. L’uomo può prendere coscienza di qualcosa e agire per modificarlo. L’uomo può creare, può immaginare, può credere, può inventare. L’uomo può essere un genio del male o un genio del bene. L’uomo può prendere coscienza del proprio ego distorto e liberarsi di tutto ciò che ostacola la pienezza più luminosa. L’uomo può staccarsi dalle emozioni e dagli stati d’animo che lo fanno soffrire, può ascoltare la sua voce interiore in contatto con l’intuizione e con la saggezza.
I maestri sono maestri in tal senso: hanno superato le illusioni e vivono per la verità, quella verità che va oltre le apparenze, gli stereotipi, i dogmi, gli atteggiamenti da farisei. Non è detto che perchè qualcuno che ha autorità mi dice qualcosa sia la cosa giusta.
Allora come comportarsi?
Si diventa ribelli e si dovrà inevitabilmente andare un po’ contro corrente.
La storia intanto viene smantellata perchè le intenzioni che l’hanno modellata erano spesso intenzioni di parte, scelte volute da meccanismi di potere che hanno mandato al macello milioni di entità.
La storia è stata solo una delle tante storie possibili e probabili
Anche la nostra esistenza è una scelta continua tra pure possibilità e probabilità che noi facciamo accadere attraverso le nostre decisioni dettate da … da cosa? Questo bisogna chiedersi. Di questo occorre prendere consapevolezza.
Ecco perchè è importante il lavoro di purificazione, per essere più coerenti con la nostra vera interiorità, liberata da tossine emozionali e cerebrali.
Come aprire le porte a questa interiorità?
Beh, certamente attraverso un lavoro che comprende strumenti fondamentali come la terapia e la
meditazione.
La scelta più grande e che coinvolge l’intero destino è quella tra
- rimanere gli stessi e vivere la medesima esistenza che si ripete quotidianamente
- oppure cambiare trasformandosi in qualcosa di più vivo, vitale e luminoso.

Amen
Il male e la memoria
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