Storia contemporanea

Anatomia psico spirituale della dittatura – Mussolini

Che cos’è una dittatura?

Ognuno può cercare di dare la propria definizione di un fenomeno che, in un modo o nell’altro, abbiamo visto estrinsecarsi nella storia, o nei film. Qualcuno lo ha vissuto per esperienza diretta.

Potremmo definire dittatura l’accentramento del potere decisionale, politico e nei più svariati ambiti in una persona o in un organo specifico, per lo più in una forma di oligarchia spesso tirannica.

Decido io per tutti, se vi sta bene e così, altrimenti….. Spesso questo tipo di presa di posizione può essere imposta tramite la violenza.

La cosa particolare e’ che non è raro che imposizioni di questo tipo si svolgano con un consenso popolare più o meno ampio.

Anche nel corpo umano esiste un’intelligenza organizzatrice. Probabilmente il cervello ha grandi responsabilità decisionali per  sistema mente-corpo.

Si parla di un cervello dell’intestino e probabilmente ogni sistema, da quello circolatorio, a quello muscolare, ha una sua intelligenza organizzatrice capace di gestirne le funzioni.

Il mondo esterno non e’ esente da certe leggi e regole che possiamo ad esempio trovare in natura.

D’altro canto esiste una concezione democratica che troverebbe applicazione nel nostro regno psicofisico. Ognuno ha il suo compito e partecipa dei benefici globali. Probabilmente ha anche voce in capitolo, nel caso in cui qualcosa non funzionasse a dovere, sempre facendo riferimento all’organizzazione superiore e sempre per il bene comune.

Disordine o caos che minacciano il sistema sono prontamente  affrontati da soldati del sistema immunitario.

Insomma, il corpo e’ una macchina straordinaria. Ed ha anch’esso i suoi capi, burocrati ed operai.

Certi principi inoltre li troviamo applicati nella società. La società è organizzata in un certo modo. E’ formata da individui che svolgono differenti compiti, hanno credenze particolari. E’ una società complessa poiche ogni individuo e’ complicato nel suo interno. Ci sono troppe variabili.

Analizzando la storia egli eventi occorre sempre tener conto di questa complessità riconoscendo però dinamiche che spesso si ripetono.

Benito Mussolini nasce nei pressi di Predappio in Romagna nel 1893, il padre era un fabbro sovversivo, la madre una maestra.

Certamente era un tipo irrequieto e dopo svariate peripezie che lo porteranno in galera, si dedica alla lotta sociale, dapprima tramite la rivista socialista Avanti poi fondando il suo giornale personale, Il Popolo d’Italia.

Italia che dopo la difficile riunificazione si trovava nel bel mezzo di scontri sociali sempre più frequenti tra contadini e proprietari terrieri, tra operai e padroni.

Mussolini, da rivoluzionario socialista, passa nella Grande Guerra come interventista. Mentre un rivale sanguigno, D’Annunzio, che chiama Carducci “vecchio poeta senz’armi” , celebra la vita a ritmo del motto Ardire, non ordire”, tra i famosi morti dannunziani

Due temperamento caldi, quelli del poeta e quello di Mussolini, passionali, esaltati, infiammati. Certamente non miti.

In cerca… Di cosa?

Il 23 marzo 1919 nasce a Milano il partito fascista che gradualmente con il pretesto di riportare il buon ordine nei contrasti sociali con l’ausilio di squadre fasciste, comincerà un opera di annullamento di Camere del lavoro e di leghe contadine.

In nome di cosa?

Per tutelare i diritti di quella borghesia che non era proprio nei piani del socialismo rivoluzionario tutelare.

Non entro qui nell’indagine della mentalità rinnovata di Mussolini, del perché si sia allontanato da quel socialismo. Sappiamo che l’uomo è dotato di libero arbitrio. Può decidere, cambiare, studiare, comprendere.

Il fascismo diventa gradualmente, dopo la marcia su Roma, una forma di totalitarismo in Italia.

E la folla….. Lo segue in buona parte.

Il duce si fa portavoce del popolo, quindi. Certo, non di tutti. Di buona parte del popolo che corre ad assistere ai suoi discorsi dal balcone, come Dannunzio insegno’.

Il duce, il condottiero, il verbo.

1924 Elezioni e manganelli. Far tacere gli oppositori, i Matteotti.

E lui, Mussolini alla fine se ne assume la responsabilita’.

Non e’ facile mettere in moto una macchina di cui non si conosce ancora la cilindrata.

Vittorio Emanuele, il re, firma un decreto contro la libertà di stampa, le forze armate trovano nel fascismo qualcosa che riconosce il loro valore, i prefetti trovano alleati per mantenere l’ordine negli squadristi.

ORDINE!!!!

Nei discorsi, si infiammano le folle esprimendo con chiarezza idee spesso  poco chiare, cosa tipica ad esempio del regime e della propaganda nazista.

Fondamentale il tono con cui si dice qualcosa, l’espressione, il gesto.

Scoppia comunque il fanatismo popolare. Molti hanno trovato la guida. L’uomo che vuole essere il primo di tutti in tutto. E a cui le persone, come simpaticamente rappresentava Petrolini  “Il popolo quando si abitua a dire che sei bravo…”….

Ci sono diversi tipi di caratteri e temperamenti. Si apre quindi la porta di un altro mondo, di tipo psichico.

Perché una persona…. E’ così… Perchece’ così esaltata, invasata…

Conosciamo persone calme che sanno gestire ogni situazione, persone che riflettono, persone che hanno a cuore il bene comune, e poi persone squilibrate in qualche modo particolare.

Sarebbe sempre da considerare come un individuo riesca ad andare al potere, attraverso quali dinamiche, finanziamenti, ma la storia insegna che qualcuno alla fine c’è andato. Ciascuno con le sue contraddizioni.

Il duce si interessa ai contatti con l’estero, alla diplomazia, fino ad incontrare oltre Chamberlain, un tale con i baffetti che vedeva in Mussolini qualcuno da ammirare. Non era inizialmente forse una stima reciproca ma diventerà un’alleanza.

L’alleanza di due menti egoiche, malate di protagonismo, accecate dalla volontà di potere, di essere ammirate, dalla megalomania, da una consapevolezza di essere investite di un potere soprannaturale, del quale si sono investite con l’aiuto di qualcuno.

Così, mentre procedono certe conquiste che ammantano di gloria il duce, come la crociera atlantica di Balbo, come se l’avesse compiuta lui medesimo, l’Italia al canto di Faccetta nera si affaccia sull’Etiopia, con metodi non approvati da Ginevra.

La patria chiede oro perché servono soldi. E a Bologna si radunano ancora sempre più italiani, ancora più riscaldati dalle parole del duce.

I nostri cuori battono un poco più forte.. C’è sempre qualcosa di cambiato fra noi?????

La Spagna richiama fascisti per sostenere Franco. E’ anche li una guerra tra italiani. Ne fanno le spese antifascisti come Rosselli.

Fascisti e anti fascisti

Carnivori e vegani

Credere che qualcosa faccia bene o sia dannoso. Il bene… Il male… Le soggettività… Le idee… Le egregore che uniscono mentalità emozionali.

Il prefetto di Torino deve rendere impossibile la vita a Gobetti. Il duce sempre più su mostra anche nel suo lato intollerante, cattivo, prepotente e sadico. Forse non ai livelli di Nerone o a quelli dell’amichetto tedesco. Ma non si scherza.

O sei con me o contro di me. Viene cancellato il pensiero divergente, in tutte le sfumature.

Hitler se la gode con Eva Braun, il duce con la sua Claretta.

Io sono il duce!!!!

Io sono il fuhrer!!!!!

Lei non sa chi sono io… Direbbe Toto’ in modo meno drammatico.

Tutti i divi nella storia sono trasgressivi in qualche modo. Ma noi non conosciamo certe perversioni specialmente naziste… O si?? Le immaginiamo.

La violenza, la prepotenza…. Cosa nascondono? Quali debolezze?

Achtung Juden non basta. Nemmeno una propaganda dovrebbe bastare a giustificare i crimini.

Conosciamo le perversioni personali di taluni individui? Ne rileviamo il sadismo, il masochismo, l’infinita’di traumi o la pochezza di quelli molto gravi applicati all’esterno, alla società.

Oggi la psicologia ci porterebbe a dire di certi soggetti guardando la loro infanzia..poverino!!! Oggi…

Ma dobbiamo riconoscere che certi atteggiamenti non sono solo frutto di qualche trauma infantile, che potrebbero essere geneticamente programmati in un albero genealogico. Che le cose sono più complicate, forse addirittura karmiche.

Mussolini, in sottordine ormai al fuhrer porta avanti una campagna razziale. Seguendo lo pseudo amico criminale, vuole anch’egli la sua percentuale di trionfo, in nome di un benessere, della potenza, della gloria.

In un discorso disse

“si avvicina un’ora segnata dal destino, l’ora delle decisioni irrevocabili. La dichiarazione di guerra è già stata consegnata…”.

Ha deciso!!

Chi ha deciso?

Ha deciso lui per tutti. Un popolo intero.

Il cervello ha deciso, con quale cuore?  Quello degli italiani? Di tutti?

Fare la vece di tutti sarà sempre matematicamente impossibile e certe decisioni parleranno nel tempo tramite i loro effetti. Devastanti.

Si perdono la Somalia, l’Etiopia….Se l’Albania era stata un esercitazione la Grecia non lo sarà. Figuriamoci….. La Russia. Stalingrado.

Se un dittatore ha sempre la fortuna di avere un cameriere che lo serve, non così e’ per l’operaio, il soldato, colui che si sporca le mani.

Se il burocrate può giustificarsi con… “Ho solo fatto il mio dovere…..ho eseguito gli ordini” , anche il soldato potrebbe consolarsi all’ombra di certe frasi fatte ma… C’è la farà? Potrà ancora parlare?

Hitler invita il duce a Salisburgo. E’stato Mussolini il suo faro per il totalitarismo. Ma se in un discorso il duce poté dire

“inizia per la nostra terra un epoca tra le più felici dei suoi millenni di storia”

Adesso le cose incominceranno a girare in modo strano.

Promesse visionarie. Immagini di gloria. Grandezza!! Entusiasmo. Il fascismo come una droga.

Ma la droga da assuefazione ed ha le sue controindicazioni.

Crolla il fascismo, perlomeno a livello politico governativo. Il duce viene deposto e poi arrestato dai carabinieri. L’armistizio di Cassibile proclamera’ la resa agli alleati.

I tedeschi diventano così i nuovi nemici.

Adesso l’Italia non è più solo fascista, anzi, adesso l’Italia diventa teatro di una guerra civile tra fascisti e partigiani con in più il terzo incomodo: gli invasori nazisti. Non certamente degli agnellini ma belve feroci che in nome di…. Qualcosa, che a volte si chiama Reich o ordine o fuhrer, non sopportano nessuna ribellione.

Ma la gente comincia a stancarsi, e i napoletani poi sanno come deriderti.

Il duce annuisce alla condanna a morte del marito di sua figlia. E’ una questione di onore.

Mussolini, liberato da Hitler, non e’ più lui. A volte va a trovare l’amichetto. Forse non c’è più alcun lume di speranza. Forse si muore prima interiormente che esteriormente. Graziani visita truppe fasciste ormai sfiduciate.

Negli ultimi discorsi il duce ci prova ancora “Noi vogliamo riprendere con le unghie e con i denti la valle del Po.”

Ha un carro armato per podio, ma ormai ci sono solo sabbie mobili sotto.

Adesso gli antifascisti sono organizzati, armati e ormai, se esistesse una statistica, si dovrebbe calcolare con precisione chi sia rimasto di quei tempi gloriosi nelle piazze.

Il conto purtroppo e’ stato troppo salato

Anche i tedeschi diventano uomini vinti.

Uomini… Forse ritornano uomini.

Per un buon periodo furono solo robot, programmati per eseguire gli ordini, disposti ad uccidere chiunque, ma questa… E’ un altra storia.

La dittatura di Mussolini finisce nel peggiore o per taluni nel migliore dei modi. Ucciso senza processo a sangue freddo. Pisciato, sputato, calpestato, appeso a testa in giù.

Una fine assolutamente ingloriosa. Quella che meritava?

Lascio in sospeso.

Io sono uno di quelli che sostengono che sia possibile separare il bene dal male, ma questo non è compito mio. Questo e’ compito della vita nel suo mistero trascendentale.

Quest’uomo si chiamava Benito Amilcare Andrea. La sua storia può ancora insegnarci qualosa, ma la storia è maestra nell’arte di far dimenticare alcune lezioni per poterle ripetere.

Dov’è adesso il duce? 

E’ sotto terra. Ma la sua anima? E’ ancora lui? O qualcosa che si è arricchito delle sue esperienze? E’ lui morto con le sue convinzioni iniziali? O dopo la prima morte psicologica, ha imparato alcune lezioni? Non possiamo saperlo.

Non possiamo interrogarlo. Basta!!!

Molti lo odiamo profondamente ancora. Molti lo amano profondamente ancora.

Io non esprimo giudizi. Osservo.

Sta di fatto che è nell’umano cercare una guida, qualcuno che illumini il sentiero, qualcuno che fornisca speranze.

So che quando qualcuno si assume la responsabilità di un popolo, poi deve accettare e rispondere delle conseguenze delle decisioni, innanzitutto di fronte al popolo. Poi, probabilmente, di fronte a qualcosa di più grande, intelligente e saggio. Che non sono io.

Cos’è??

Ispirato da “Anatomia di un dittatore” Film Zenith Cinematografica.

Paolo Milanesi