Attualità e società

Come scoppiano le guerre

Mi imbatto in una lezione dello storico Alessandro Barbero dal titolo Come scoppiano le guerre.

Le guerre possono scoppiare anche quando non si vuole. Come la storia insegna, serve sempre un pretesto.

Per la I guerra mondiale fu dato dall’assassinio dell’erede al trono asburgico Francesco Ferdinando ad innescare il gioco strategico e di alleanze per combattere la minaccia di uno stato canaglia che all’epoca era la Serbia.

Più recentemente una modalità analoga la troviamo nell’attentato alle Torri gemelle nei riguardi di altre minacce, di altri stati canaglia.

Per regolare i conti con la Serbia venne dato un ultimatum inaccettabile. Forse si poteva prevedere una breve guerra balcanica. Ma la Serbia aveva come alleata la Russia di Nicola II. E l’Austria aveva come alleata la Germania di Guglielmo II ed il suo Secondo Reich.

Lo zar di Russia, tra l’altro cugino del kaiser tedesco, dichiara guerra all’Austria, mentre la Germania dichiara guerra alla Russia. La Francia, alleata della Russia, dichiara guerra alla Germania. La Gran Bretagna potrebbe restare fuori, ma a lei interessa la neutralità del Belgio (inventata dalla politica inglese). Poiché il piano dei tedeschi comporta l’invasione del Belgio, anche la Gran Bretagna entra in guerra.

Passiamo alla seconda guerra mondiale.

L’Europa era ancora traumatizzata. Forse nemmeno Hitler la voleva, ma aveva fatto promesse al popolo tedesco. Per conseguenze della prima guerra mondiale si era sciolto l’impero austro ungarico e si erano formati nuovi stati come Cecoslovacchia e Polonia.

Hitler vuole riprendersi ciò che a parer suo era di diritto della Germania. L’Austria viene riannessa con un plebiscito. In Cecoslovacchia, in particolare nella regione dei Sudeti, era forte il partito nazista che si occupava di fomentare disordini.

Anche in Polonia, dove vigeva un regime militarista, vivevano molti cittadini tedeschi, in particolare a Danzica. Anche qui il partito nazista provoca disordini ed attentati. La propaganda nazista fa credere che avvenga un’oppressione polacca contro i nazisti.

Cosa fare? Hitler, dopo Austria e Cecoslovacchia,  non si fermerà. Il ministro inglese Halifax si troverà in difficili giochi di trattative ma all’invasione della Polonia, Gran Bretagna e Francia entreranno in guerra.

Nel settembre del 1938 era avvenuta la Conferenza di Monaco, alla quale i Cecoslovacchi non furono invitati. Ci saranno molti tentativi di trattare riguardo la Cecoslovacchia. La Cecoslovacchia dovette alla fine cedere i Sudeti e il ministro Chamberlain torno’ in Inghilterra con la convinzione di aver portato un gran successo al popolo inglese. “Vi ho portato la pace” dirà. Churchill invece aveva intuito che nella scelta tra la guerra ed il disonore, avendo scelto il disonore avrebbero avuto la guerra.

Hitler aveva intanto imparato che poteva avere tutto. In un discorso successivo alla Camera, Lord Chamberlain cominciò a realizzare che forse aveva sbagliato nel sottovalutare gli intenti di quell’omino con i baffetti.

Ecco le mie riflessioni personali.

Come notiamo in questi due esempi le guerre partono sempre da qualche evento che funge da catalizzatore, da agente per mettere in moto una macchina. Sia nella prima che nella seconda guerra, gli interessi in gioco sono di tipo strategico, politico, economico.

Non e’ mai una motivazione sola a decidere. Sono sempre una serie di dinamiche a rientrare in un vero e proprio progetto strategico nella mente di una parte lesa o carnefice, o entrambe.

Una scintilla fa da pretesto per accendere la miccia di un piano, che sebbene per alcune fasi potrebbe ancora essere confuso, riuscirà a delinearsi mano a mano.

  • Chi ne farà le spese?
  • Cosa accadrà dopo le guerre, a quale prezzo?
  • Chi decide per i popoli? In base a quali criteri?
  • Ci sono interessi occulti ai più?
  • Nei libri di storia c’è scritto tutto?

Io sollevo delle questioni. La storia insegna mostrando gli effetti di di cause evidenti ma anche di cause misteriose,  sconosciute ai più. Di intrecci ed intrighi, telefonate, contatti, interessi e giochi di potere e di denaro. Tanto denaro. Tanti interessi.

Si gioca con delle pedine che fanno le guerre. I cervelli rimangono con le loro giacche e cravatte a godersi le loro ville, ad invitare a colazione, pranzo e cena i loro ufficiali, seguaci di una mentalità diffusa con abili propagande a volte veramente ed assolutamente diaboliche.

E adesso? Dopo due guerre mondiali, ci si può attendere una guerra mondialissima?

  • Chi giocherà?
  • Per quali interessi?
  • Con quali armi?
  • Con quale pretesto?
  • Con quali conseguenze?
  • Per quali finalità?

Un pianeta devastato dall’uomo. I soliti quattro gatti con il potere di distruggere tutto. Mi sovviene una magra ma deliziosa consolazione. All’Havana gustai degli ottimi mohito. I migliori!!

Paolo Milanesi