Viaggi interstellari

Viaggi interstellari – Visioni dall’alto

Ciao,

mi siedo su una stella e osservo il pianeta Terra. Degenerazioni e caos. Miscugli di egregore, di energie centrifughe.

Vedo la sorgente vitale, la fonte da cui tutto scorre, moltiplicarsi multidimensionalmente in singoli esseri composti da energia stratificata.

In case e dimore frastuoni ed odori, suoni di voci e pensieri non solo vocalizzati, ma che rimangono nelle teste, inespressi, e che galoppano in circolo nel mondo interiore di ogni soggetto, fuggendo nell’etere e tornando con altra energia. Rafforzati e più forti.

Sono quassù e vedo famiglie di luce che giocano e famiglie che vagano nelle tenebre. Intere generazioni perdute che dicono no alla vita, alla pulsazione che batterebbe nel cuore di pura gioia, innocenza, libertà ed amore se solo  compissero il dharma

C’è chi respira e chi soffoca, chi non ne può più e chi spera, chi si arrende e chi risorge. Chi recupera il contatto con l’essenza di ogni cosa, con il respiro, la pelle, gli organi e la vita. E chi muore dapprima dentro e poi, con più calma, fuori, agli occhi del mondo.

Mondo che procede, per un attimo ricordando, poi senza più nostalgia, andando avanti sui binari del tempo, inesorabilmente.

E vedo angeli che accolgono anime, angeli che provano ad avvicinarsi ma non riescono, asfissiati dalle tenebre delle persone.

Vedo esseri carichi di pesi negli zaini sulle spalle portando:

  • Emozioni
  • Ricordi
  • Frustrazioni
  • Speranze
  • Convinzioni
  • Rancori

Vedo individui ed un pianeta, un pianeta carico di tenebrose atmosfere, ma anche di piccole aperture alla luce, agli angeli, ai raggi dello spirito universale.

Vedo un nuovo mondo che sta nascendo, ma per poter crescere, attende la mietitura, il giudizio, dopo l’inventario.

A che punto siamo? Respirando mi rilasso, sorseggio il mio nettare stellare, lascio andare tutti i miei peccati, le mie ansie, mi raccolgo in me per toccare l’energia, quella pura, quella viva e poi…

Ritorno respirando passeggiando tra le stelle ai miei abiti mondani: un nome, un volto, le mie rabbie ed i miei pensieri.

Ritrovando i soliti problemi ma… Con un disinfettante tra le mani.

Paolo Milanesi