Psicologia

Creatività, la tua strada, il tuo futuro, i tuoi talenti

Ciao,

mi impatto in un paio di video dello psicologo Roberto Ruga che mi invitano a riflettere.

Cosa contraddistingue un minerale da un uomo? Una coscienza, la capacità di pensare oltre centinaia di altri fattori.

Si può vivere un’esistenza rimanendo inconsci o si può differenziarsi facendo fiorire la propria individualità.

Viviamo però in una società che mette in atto pressioni esterne capaci di inibire questa nostra espressione. Si rischia così di annullare se stessi nell’anonimato, si rischia un disadattamento perché una parte di noi vuole esprimersi in un certo modo ma un’altra la censura. Le pressioni esterne sopprimono gli impulsi emotivi tramite forme di moralismo.

I progetti richiedono energia psichica e vitale. L’energia psichica dipende in buona parte dai rapporti con le persone ed il gioco della vita stimolerebbe a giocarsela questa vita, a mettersi in gioco. Lo spirito creativo, la parte originale di noi può entrare in questo gioco, oppure rimanerne fuori facendo lo spettatore, insabbiando i talenti che invece potrebbero manifestarsi attraverso il coraggio di esporsi rispetto le proprie potenzialità.

Se noi abbiamo doti da sviluppare, dobbiamo risvegliare la nostra recettivita’, la nostra capacità di ascolto, la nostra sensibilità.

Ma certamente ci saranno ostacoli da affrontare. E gli ostacoli sono quelli che ci “meritiamo” perché appartenenti alla nostra storia psicologica. Ognuno avrà i suoi demoni, mostri, il diavolo, il velo da squarciare per vedere il vero sé stesso.

Così abituati a proiettare sugli altri i nostri nemici interiori, occorre un lavoro di integrazione ed individuazione.

Trovare la propria strada e’ una vera e propria missione. Il Faust di Goethe afferma che la libertà se la merita chi la saprà conquistare. Ora, la libertà in che modo influisce sulla propria personalità, sulla volontà di vita, la creatività. Quali  conflitti può generare uno spirito libero?

Personalmente, da artista, ho vissuto le mie pulsioni emozionali, creative e perfino sessuali come voci energetiche impetuose e difficili da controllare. Il reprimerle mi portava a soffrire di soffocamento energetico. L’esprimerle a sentirmi quasi disadattato, emarginato dal non ascolto, specialmente quando questa mia voce artistica esulava dalle mode, dai canoni.

Ma e’ proprio questo convivere con gli affanni ed uscire dall’anonimato la capacità che serve, quella che Jung vede come creatività in quanto forza emozionale. La creatività e’ vita.

Jung distingue 5 forze istintive:

  1. Fame e sopravvivenza
  2. Sessualità e procreazione
  3. Attività e cambiamento
  4. Riflessione
  5. Fattore creativo

La creatività partecipa dell’istintualita’ quindi. Ma tale fattore può essere rimosso dalla coscienza. L’evoluzione fisica, che si accompagna all’esplorazione del mondo può privarsi di ciò che Melanie Klein definisce “curiosita‘”. E dove c’è la rimozione della dimensione creativa, può nascere sofferenza psicologica.

Solo nella creativita’ però noi siamo pienamente persone. Osho vede Dio stesso come instancabile attività creativa, aggiungo io. Possiamo quindi ricostruire noi stessi, ricreare noi stessi, accettare il nostro dono creativo, assumendo una dignità creativa divina, oppure rinunciare.

Uno degli ostacoli a questo nostro risveglio e’ dato dalla PAURA. Paura che ci fa vedere le prove come ostacoli insuperabili, fantasmi che sembrano reali. Paura che ci mostra gli altri come nemici o giudici implacabili. Paura del giudizio e dell’invidia. Per questo preferiamo rimanere “brave persone”, rimanere innocui.

Ben diverso e’ l’atteggiamento dell’EROE. Eroe che trasgredisce, accetta la sfida, andando oltre il senso comune. Sfida le regole, andando fuori posto, diventando un irregolare, un disadattato.

Diversa e’ la via dell’ARTISTA. Artisti che ingannano e tradiscono. Per Oscar Wilde e’ la menzogna il vero fine dell’arte. E spesso la creatività porta a comportamenti estremi. E’una forza. Basta guardare le vite di attori, pittori, musicisti. Cosa accettare però.. La rinuncia, il non rischio, l’immobilita’ o… la sfida creativa??

Anche il GENIO deve accettare il prezzo da pagare. Per Melanie Klein fu la calunnia. Anche questa e’ una scelta. Ma se la fonte sorgiva sgorga, ricompensera’ a modo suo questo far valere la propria presenza.

Risvegliare l’individualita’ significa dar fiato alle nostre voci, inserirsi nel mondo in maniera attiva, rischiare. Scegliere tra

  • La via del collettivo, dell’omologazione, della linea retta con pochi pericoli
  • La via dell’originalità che porta con sé il rischio del naufragio

I miti e le fiabe insegnano continuamente cosa significa percorrere la seconda. Dei 3 figli del re solo uno e’ saggio da far fruttare l’eredità.

Osho racconta di tre figli che ricevono in dono dei semi dal padre che per metterli alla prova chiede loro di farli fruttare.

Il primo per conservarli li pone in uno scrigno di ferro. Il secondo li vende per avare soldi per ricomprarlo. Solo il terzo li semina ed ottiene un giardino bellissimo.

Ricordando anche la parabola dei talenti, noi possiamo aprirci ad una nuova sensibilità che può portarci ad esprimere noi stessi al meglio, riconoscendo ciò che neghiamo di noi. Riuscendo ad esprimere le nostre energie creative.

Vivendo una vita rinnovata dall’espressione creativa.