GUARIGIONE

Superare un malessere

Quando parliamo di mal-essere ci riferiamo a una condizione di disagio, di disarmonia, di sofferenza.

Esiste nella vita qualcosa che dura per sempre? Quanto può durare?

Quanto ci stiamo impegnando per far durare un malessere?

Ci sono persone che stanno male per giorni, mesi, addirittura anni.

C’è un motivo reale? Cosa si può fare di fronte ad un malessere?

Io riconosco che sto male, non lo reprimo, constato e osservo.

  • È un malessere legato al corpo? (stanchezza, malattia)
  • È un malessere legato alla mente? (pensieri negativi, ansia, preoccupazione)
  • E’ un malessere spirituale? (sconforto, sconnessione dalla realtà)

Prendersi del tempo per diventare consapevoli di cosa ci disturba è importante, come lo è capire l’entità del problema.

Se ho freddo mi copro, se ho caldo cerco un luogo ventilato, un raffreddore lo curo in un modo, ma la tristezza? L’angoscia? Lo sconforto?

Se il malessere non è necessariamente eterno, posso comprendere il modo in cui sono io a perpetuarlo attraverso pensieri, lamentele, giudizi. Ho un certo grado di responsabilità e posso fare qualcosa.

Ci sono molte discipline che possono aiutarci: la floriterapia, i massaggi, il reiki, la psicoterapia, il coaching.

Il buddhismo ci insegna che se esiste la sofferenza esiste una causa ma esiste sicuramente un rimedio.

A volte certi stati d’animo sono come colori dell’anima che vengono e poi passano.

Personalmente trovo utile ascoltare recitare qualche mantra, anche il più semplice come OM MANI PADME HUM, il mantra della compassione e della purificazione interiore piuttosto che OM NAMAH SHIVAYA (Onoro il divino che risiede in me e in ogni essere).

 

Posso pensare a qualche grande essere come Avalokiteshvara o Gesù, oppure richiamare alla mente la qualità positiva di qualcuno che ammiro.

Se me ne ricordo (perchè il problema è ricordarsi delle risorse interiori che abbiamo nei momenti di difficoltà) posso accedere a qualche memoria felice di una relazione, o una vacanza, una festa.

Se non riesco a uscire dalla negatività posso concepire che tanti hanno lo stesso problema e tanti l’hanno superato.

Posso cambiare fisiologia, respirando in posizione eretta, aprendo le braccia, scrollando il corpo, permettendo ad un sorriso di formarsi e alla sua energia di diffondersi.

respiro e apertura del cuore

Una tecnica curiosa ma che trovo efficace è quella dell’EFT (Emotional Freedom Technique) che consiste nel picchiettare dei punti dopo una procedura di setup con una frase che può essere: anche se provo questa sensazione … ,mi amo e mi accetto profondamente completamente”.

Gary Craig è colui che ha diffuso l’EFT e se vuoi fare pratica trovi molto materiale.

Osho mi insegna che la nostra natura essenziale è addirittura estatica, quindi la sofferenza è qualcosa che avviene alla superficie.

Noi ci lasciamo toccare, noi la amplifichiamo.

Lama Zopa Rinpoche mi insegna che anche nella malattia una persona può coltivare un animo felice e di gratitudine, dedicare la malattia a qualche scopo superiore,a ddirittura a beneficio degli altri esseri. Tutto fluisce, l’acqua del fiume scorre, il sole sorge e tramonta, le stagioni passano, e così anche la vita che fluisce.

Di me cosa resterà un giorno? Sto soffrendo per qualche forma di attaccamento particolare? Ho avuto qualche tipo di aspettativa che mi ha fatto star male? Sono rimasto deluso per qualche motivo? Perchè sono rimasto deluso? Ho malcompreso qualcosa? Ho compiuto qualche errore di percezione?

  • Percepire
  • Accettare
  • Accogliere
  • Riconoscere
  • Indagare
  • Comprendere

Sono tutti passaggi importanti.

Alcune volte è utile la preghiera e anche qui c’è solo l’imbarazzo della scelta visto che esiste un patrimonio di santi ognuno con una virtù preziosa e che può essere di aiuto in un caso particolare.

Ricordo una volta che non trovavo un computer portatile e la preghiera a Sant’Antonio fu davvero efficace.

Durante un malessere fui aiutato dal mantra del buddha della medicina “om bekandze bekandze maha bekandze radza samudgate soha”.

C’è l’arte del riposo. C’è l’arte di porsi le domande giuste: “cosa posso fare adesso per stare meglio?”.

C’è l’arte di formulare un’intenzione: “tutto passerà; voglio stare meglio”.

Quando il malessere si impadronisce del carattere è un po’ più problematico però credo che ci siano molte possibilità e occasioni per recuperare la serenità interiore.

C’è il potere della musica, della scrittura creativa (scrivi quello che senti, senza filtri). Si può parlare con qualcuno, un amico o un’amica.

Il primo passo più importante credo che sia questo:

Fermati, respira e chiediti:

  • “Che cosa mi sta comunicando questo malessere?”
  • “Cosa nella mia vita ha bisogno di attenzione, cura o cambiamento?”

Non reprimere, non amplificare, lascia che esista anche il malessere con la consapevolezza che può essere trasformato perchè nulla è per sempre.

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