SCOPO DELLA VITA

Vivere in una società matta

Ciao sono Paolo, uno … qualunque. Una persona (maschera) dietro cui naviga il mistero. Senza nome nè definizioni. Forse pura energia o nemmeno questo. Forse vuoto indefinito … nulla. Eppure quando cammino per il quartiere le persone mi salutano. Per alcuni sono qualcuno. Per altri..chissà. A qualcuno sono simpatico, a qualcuno no. Qualcuno mi ammira, qualcuno mi odia, a qualcuno sono totalmente indifferente, quasi non contassi. E magari passeggiando per le vie del centro, incontrando centinaia di persone, forse un paio noteranno il mio sguardo o incrociandomi penseranno “che tipo… interessante”. Ma io sarò già passato .. e le altre mille persone …passeranno ignorandomi . In questa esistenza così densa ma precaria sono i pensieri ad essere pesanti, lo sono i problemi. Così  ieri chiacchieravo con una ragazzina  di nome Maria e parlavamo delle difficoltà degli adolescenti. In particolare una statistica mostra che non sono pochi i giovani che meditano sul porre fine alla propria esistenza e purtroppo non sono pochi quelli che lo hanno fatto per davvero. Cosa dire… Esprimere giudizi? “Ha fatto male..nessuno ha il diritto di farlo…”. Perchè giudicare a posteriori? Ormai il danno è compiuto senza possibilità di ritorno. Ma una consapevolezza nuova può dare più luce nel buio di una società … perduta. Già perchè forse il male più grande è davvero questa società che intrinsecamente si è dotata di meccanismi che perdono di vista l’interesse per la dignità ed il valore delle persone ed abbandona il singolo alla deriva in nome del consumismo, dei soldi, di valori superficiali ed accidentali. Dimenticando di salvaguardare la felicità. Del resto…è obbligatorio essere felici in questo mondo? Non è diritto di ciascuno provare ciò che prova? Sia essa rabbia o malinconia o perfino depressione? Forse lo è dal momento che diventi una scelta e non una maledizione. Quando fumare diventerà la tua condanna, allora riuscirai a smettere. Sartre disse che “l’uomo è condannato ad essere libero”. Può la libertà diventare una prigione? Dobbiamo noi rimanere prigionieri di noi stessi? Ha senso questo? Ha senso l’esistenza? Ha senso l’avere un nome ed un cognome e vivere in un posto specifico? Chi vive davvero bene in questa società? Maria me lo ha detto subito, senza esitazioni…”i politici!!!”. Sono rimasto esterrefatto. come può una ragazzina arrivare a tanta saggezza in un millisecondo? I politici sono malati di potere, di orgoglio e avidi di denaro e….. fanno il gioco di altri che dirigono lo show. Tutti? No, ci sono anche le persone per bene con grandi ideali. Ma sono innestati sulla pianta dell’ipocrisia. E i loro frutti non possono dare il succo desiderato. Già, sono pessimista. Sulla società sì. Sull’individuo … no. E’ l’individuo il faro in questa povera società malata alla Grande Fratello. E’ l’individuo ed il mistero che porta con sè quotidianamente la reale soluzione a tutto.  Incontrare la propria verità interiore e far splendere la propria fiamma, contrastando anche solo silenziosamente l’ipocrisia sociale. Basta la presenza. E i giovani? Sono il futuro dell’umanità ma hanno bisogno di guide, di persone vere, sincere e vulnerabili che li facciano ragionare riflettere sui grandi temi della vita e li aiutino a respirare la propria essenza. Solo questo? Moltiplicando la saggezza e l’amore per la vita vera, essenziale, nascosta, invisibile ma presente, la terra tornerà ad essere popolata da persone sagge che avranno a cuore il bene comune. Allora i mediocri saranno sconfitti. Quelli che si nascondono dietro un potere di plastica saranno radiati. gli arroganti, i prepotenti, i bulli, saranno trasformati in agnelli sacrificali dalla loro stessa energia. E i giovani cresceranno felici, saggi, mettendo in atto i propri talenti, siano quello di diventare un grande medico, un imprenditore ricchissimo o quello di cucinare una frittata o aggiustare una bicicletta. E allora sarà un piacere portare la bicicletta dal biciclettaio felice.