Emozioni

Certe esperienze ed i colori dell’anima

L’essere umano è una mescolanza di elementi fisici, organici, emozionali, mentali, psichici e forse spirituali.

Di tutti gli esseri umani sono visibili gli elementi fisici. Ognuno di noi ha infatti un corpo particolare.

Ognuno è dotato di una mente che funziona in un modo specifico, ha un suo carattere modellato da tendenze, esperienze, karma, eredità, ambiente.

Ogni essere umano in condizioni più o meno normali è dotato della capacità di provare sensazioni, emozioni, sentimenti.

Qualcuno è consapevole di ciò che prova.

Spesso si provano emozioni e le si giudicano come buone o cattive.

Provo tristezza e inizio a costruire un circolo vizioso mentale dialogando ininterrottamente con me stesso, creando immagini deprimenti.

La disperazione porta al catastrofismo.

In momenti di euforia sembra invece di essere invincibili.

Un bel paesaggio mi regala serenità, il cielo notturno meraviglia e stupore.

Siamo …. colorati dalle nostre emozioni

Forse è un bene.

Meglio che essere monocolore come certi robot disumanizzati  che trascorrevano le giornate umiliando coloro che reputavano sottomessi, disprezzandoli, perseguitandoli, ferendoli, umiliandoli, uccidendoli senza pietà.

Io credevo di aver raggiunto dopo varie vicissitudini una certa forma di stabilità, una sorta di serenità dell’accontentarmi. La salute, la famiglia, un lavoro, nel mentre cercando di tener vivi sogni e passioni.

Poi nel mondo cambia qualcosa.

Già il mondo di prima non mi piaceva più di tanto.

Un pò crudele, con le sue continue gare e rincorse a dover apparire, fare, diventare, dimostrare. Facevo i conti con me stesso, i miei pregi e difetti cercando di scoprire e valorizzare i primi per inciampare più volte nei secondi.

Le mie emozioni di una volta, quando ero giovane (rabbia, angoscia, entusiasmo ardore, sconforto, euforia) avevano lasciato il posto ad una nuova temperanza. Del resto l’età e l’esperienza hanno una loro importanza.

Ad un certo punto forse l’umanità ha avuto bisogno di una nuova scossa. Qualcosa non va. Il pianeta si trova ad un ultimatum: o si migliora o lasciamo stare.

L’essere umano ora deve prendere in mano se stesso ed il pianeta in cui vive, aprire gli occhi alla bellezza della vita ed a suoi potenziali sopiti che gli permetteranno di confrontarsi con qualcosa di più grande, una spiritualità vera, viva e reale e forse con civiltà galattiche che hanno voglia di conoscerci.

La mia regressione emozionale  avviene in concomitanza con quel Grande reset proposto da taluni esseri in giacca e cravatta, molto eleganti, molto ricchi, da donne pettinate in modo geometrico, tutti con uno sguardo cinico, freddo che stanno a parer mio ubbidendo a poteri che vanno al di là perfino della loro comprensione.

Così questi burattini applicano leggi dure, dopo che qualche virus è scappato di mano. Leggi che colpiscono chi non si piega al loro dictat.

Così io vengo sospeso dal luogo di lavoro perchè “accertata la mia inosservanza all’obbligo vaccinale“. La mia reazione iniziale è stata quella di un vero guerriero di luce, intrepido e volonteroso. “Mi darò da fare per far andar bene le cose”.

Il giorno dopo però, dopo aver di nuovo conosciuto la rabbia, il disprezzo, il disgusto verso certe istituzioni (come quando da giovane avrei voluto cambiare l’intera società) sono assalito da una profonda tristezza. Una vera e propria tristezza esistenziale che trova radici che affondano in una sorta di Giardino di Getsemani.

Da un lato la consapevolezza che le cose stanno per prendere una brutta piega, dall’altro l’idea di dover fare qualcosa a tutti i costi per evitare una morte che sembrerebbe aspettare uno crocefisso dalla società, dalla folla, dai suoi stessi amici impotenti.

Eppure io conservo il respiro ed il respiro mi collega alla vita.

Questa tristezza è semplicemente un colore dell’animo umano.

Ed io respirando posso attraversare questi momenti percependo, ascoltando ciò che provo non solo a livello mentale e cervellotico ma in modo totale.

Questa è la chiave. Altrimenti che filosofo sarei.

Esiste una beatitudine infinita sempre a disposizione di ogni essere umano donata a ciascuno per diritto divino galattico. 

Respirando accolgo la mia emozione e la celebro, come farebbe una mamma che abbraccia calorosamente il bambino.

Ci siamo io e te, amica mia.

Il resto non conta più di tanto, le persone hanno la loro vita, i loro scopi, i loro pensieri, le loro preoccupazioni. Lo so, a volte basta una telefonata di conforto ma di chi? Siamo venuti soli e ce ne andremo soli.

Adesso allora è una grande opportunità per prendermi una pausa, ascoltare, ascoltare molto bene cosa conta di più per me, quali sono i miei valori reali e per sentirmi un umano capace di provare emozioni e percepire i colori dell’anima, non un robot monocromo e monotono capace solo di ubbidire ed eseguire ordini dall’alto come quei burocrati vili liquidatori dei diritti umani messi a calpestare le Costituzioni e le democrazie.

Un alto capace di dare ordini ma che purtroppo in questo momento ha affondato le radici nell’inferno più cupo.

Certe emozioni  allora è facile condividerle tra calpestati, ma sarà altrettanto importante trasformarle attraverso una presa di coscienza di essere straordinariamente umani e non subdoli schiavi senza midollo.

Buon Natale a tutti

 

 

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