Attualità e società

REALTA’ CONTINGENTE E REALTA’ SPIRITUALE – Oltre la matrix

Ciao,

mi chiedo se ciò che vivo sia la verità; se sia tutto ciò che devo conoscere.

Contemporaneamente alla mia esistenza quotidiana, alle mie contingenze, al mio corpo fisico, alla famiglia, al lavoro, alla società, ci sono infinite galassie che respirano.

Ci sono miliardi di esseri umani che passeggiano sul pianeta indaffarati.

Ci sono miliardi di esseri umani nella memoria stessa del pianeta, che comprende tutte le razze, tutte le religioni, le civiltà, tutti gli avvenimenti. Dalla preistoria, passando per ogni dove e quando nel tempo, nei luoghi.

Ci sono i Giulio Cesare e gli schiavi, i Napoleone ed i soldati, le madri, i padri, i lavoratori, i religiosi. Di tutto e di più.

Figli morti in guerre; decisioni di diplomatici; finanzieri di bombe, armi, gas; trionfi ed insuccessi; fallimenti e rinascite; inferni e paradisi.

Potremmo andare a recuperare una memoria di una casalinga durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. o l’ultima parola di una vittima delle torri Gemelle, il grido di trepidazione di un campione olimpico nel mentre del vittorioso traguardo, il grido di dolore di un soldato e l’ultimo suo pensiero nel morire sul campo di battaglia.

Il nostro primo vagito o l’ultimo secondo in questo corpo prima di andarcene per altri lidi.

Potremmo concentrarci sul momento presente o sulle preoccupazioni della giornata, su Dio, il denaro o la lista della spesa. Potremmo espandere la nostra consapevolezza a tutta la stanza, la casa, il quartiere, la città, la nazione, il continente, il mondo intero.

E magari portare il pianeta nel nostro cuore, accogliendolo, accettando tutto di esso, la storia, gli avvenimenti, i misteri .

Possiamo leggerlo su un libro di storia un avvenimento oppure possiamo immaginarlo.

Possiamo accogliere tutto ciò che ci dicono incondizionatamente o dubitare. Possiamo ragionare, riflettere, meditare.

E il meditare coinvolgerebbe la nostra interiorità, le nostre sensazioni interiori, la ricerca del centro, l’ascolto del mondo interiore, ciò che è oltre la mente.

Mente che è ciò che mette in rapporto il nostro corpo fisico con la realtà esterna.

Senza vita saremmo un corpo morto.

Senza una mente capace di compiere migliaia di operazioni subconsce, capace di una volontà o di percepire o di ragionare, una mente nella sua piena efficienza, vivremmo con qualche deficit.

Abbiamo dimenticato la nostra realtà eterna, la nostra origine ed il nostro scopo.

La realtà esteriore, sociale è qualcosa di contingente, cioè vincolata ad una precisa definizione storica, a caratteristiche precise di un luogo, di un tempo, di un corpo in una cultura.

Se tu andassi in giro vestito da cavaliere con il tuo destriero per le vie della città la gente penserebbe “quello è matto”. Comunque saresti un simpatico esemplare originale.

Se viaggiassi nel medioevo con una Fiat ti fermerebbe qualche poliziotto dell’epoca dicendoti “Ma lei dove crede di andare con quel coso???”. Ricordo i simpaticissimi aneddoti del film di Troisi e Benigni “Non ci resta che piangere”.

Se esiste una nostra mente personale, che ci connette con il nostro corpo fisico, esiste qualcosa che ci connette con una realtà più vasta.

Siamo un corpo in uno spirito o uno spirito in un corpo?

E se fossimo altrove, adesso? Se coltivassimo un neurone nell’infinito, nella verità, nella buddhità?

Può essere che esistano diverse menti, collegate a modi di percepire diversi. Di certi studi si occuparono eminenti studiosi come ad esempio Gregory Bateson.

Un tale come Gesù sapeva muoversi attraverso altre percezioni, altre dimensioni.

Ma noi siamo umani.

Ora, se io ho delle credenze e convinzioni sull’esistenza, su tutto ciò con cui mi trovo a confrontarmi, dal sesso ai soldi, al calcio, alla cucina, da dove le traggo? Quale software le gestisce? come funziona?

Certamente c’è sempre un confronto con qualcosa, un rapporto se non diretto che comunque passa attraverso degli intermediari: una televisione, un giornale, un sentito dire.

mi sono vestito di un karma familiare, sociale e mi muovo con queste informazioni.

Oppure, ascolto certe voci.

“Sai, a New York c’è una caffetteria dove …”; “In Irlanda esiste un pub ….”; “Dicono che nella piramide di Giza ….”; “Ma lo sai che nella partita dei mondiali del 1982 segnò ……”.

Di tutto e di più.

Qualunque cosa su questo pianeta può diventare un’informazione.

E un’informazione può essere condivisa, può essere recepita, fatta propria. Può essere accettata o messa in dubbio.

“Gli ebrei sono il male, vanno sterminati”. Ci fu un periodo (molto più lungo di quanto si creda nella storia) che tale informazione fu fatta credere attraverso una propaganda estrema.

Io nel mio piccolo potrei cercare di convincerti che per fare l’amatriciana non serve la cipolla. Certamente se tu la usi non muore nessuno, ma la ricetta originale non la prevede.

Ci sono informazioni se accettate comportano conseguenze più pesanti. Informazioni che diventano stereotipi, credo costruiti artificialmente su una base discutibile.

E alla base di molti genocidi troviamo una propaganda strumentalizzata verso un fine ben preciso: eliminare una certa frangia, come si fa con gli scarafaggi, con le zanzare quando diventano fastidiosi.

Stiamo parlando di due piani diversi: quello umano e quello degli insetti.

Eppure si è stati in grado di:

  • fare di qualcosa o qualcuno un nemico
  • farlo credere alla moltitudine
  • creare ogni pretesto per combatterlo
  • in vista di qualche scopo occulto ai più

La mente umana può fare di tutto, concepire di tutto, far credere di tutto.

Stalin ad un certo punto non firmava più lettere di morte per un singolo individuo accusato di spionaggio. Era arrivato al punto di scrivere su un ordine “eliminate 6mila persone basta che sia”. Era diventata un’ossessione per lui.

La mente crea i suoi mostri, quando perde l’uso del raziocinio, del discernimento, la lucidità, la consapevolezza.

Ora, dopo aver chiarito che

  • la mente umana è dotata di una potenzialità enorme nel bene e nel male
  • viviamo in un mondo contingente (con usi e costumi specifici propri di una società)
  • viviamo in un karma
  • siamo continuamente immersi in un via vai di informazioni di ogni tipo che possiamo accettare o sottoporre a critica razionale

Quali possibilità abbiamo? A chi e cosa dobbiamo credere? Esiste una nostra intelligenza speciale capace di collegarci ad una verità? Siamo solo questo corpo? Chi siamo?

Come un film ci mostra la sua verità, ossia il fatto che una finzione più o meno verosimile abbia come cause:

  • un ideatore
  • un regista
  • uno sceneggiatore
  • degli attori
  • una troupe
  • operai vari (costumisti, tecnici del suono ecc…)

Quel film certamente dovrà essere congruo con ciò che vuole mettere in scena. E con il titolo che lo rappresenta.

Era davvero simpatica la scena di Peter Sellers in “Hollywood party”. L’attore sta interpretando una scena storica ma il regista lo richiama:

“Lei si è reso conto che il nostro film si svolge nel 1878? …. Saprà che nel 1878 non si portavano i cronometri da sub!!”

Peter Sellers (che veste i panni del goffo Hrundi V. Bakshi) stava recitando in un film d’epoca indossando un orologio moderno. Fuori tempo.

Ecco … noi dobbiamo essere contingenti. Riconoscere lo stato attuale della società, delle informazioni.

Siamo nel 2021 e non si usano più costumi di una volta. Non si crede più alla terra ferma o piatta (salvo taluni). Non usano più l’arco e le frecce per combattere. La scienza ci ha regalato le più meravigliose o anche le più inquietanti tecnologie. Siamo in viaggio verso un futuro.

Esistono comunque cose che ci accomunano con il primo uomo  apparso sul pianeta: le emozioni ad esempio.

I primi uomini potevano avvertire la paura. Ciò li induceva a fuggire o a combattere con un nemico, un animale minaccioso o un qualcosa di ostile. A

Abbiamo infatti tracce di certi nostri modi di funzionare reagendo nel cervello cosiddetto rettiliano.

Oggi ancora ci sono dinamiche che coinvolgono le relazioni d’amore (come in Romeo e Giulietta); le lotte per il potere (come nell’antica Roma); il desiderio di spiritualità (come nelle più antiche religioni), la ricerca di una religione intesa come ricerca di legame con entità più evolute; il desiderio di bellezza; la capacità di odiare; la voglia di dominare.

Ancora oggi c’è chi è superstizioso. Ancora oggi siamo dipendenti di un certo modo di pensare che ci viene imposto da una sorta di matrix, di una  matrix che conduce i pensieri forti legati ad una cultura e li rende egregore.

Matrix che induce a credere in certe idee, spesso imposte.

Il musulmano ha certe convinzioni, il cristiano altre. Il tedesco ha certe usanze, l’inglese altre. Ognuno di noi ha certe credenze e addirittura stereotipi.

Alcuni mettono la cipolla nell’amatriciana, altri lo rifiutano.

Ma ben altre conseguenze ha il fatto che a diffondere certe informazioni sia un canale di un certo tipo, facendo uso di una certa propaganda, coinvolgendo milioni di persone per qualche scopo.

Ecco che allora c’è il rischio di svendere la nostra anima, la nostra regalità a idee distorte, a idee capaci di imprigionarci in schemi, capaci di omologarci, schiavizzarci, privarci della libertà.

E’ un rischio da sempre presente.

Fu san Francesco più cristiano del papa? Fu un religioso nel senso più profondo e mistico del termine? Lo fu solo esteriormente o grazie ad una trasformazione, ad un cambio di prospettiva?

Ecco, se esistesse una religione capace di insegnarti qualcosa della tua divinità interiore, che ti educasse a valori veri, non ti restituirebbe qualcosa di prezioso?

E se esistesse una società veramente etica, non dovrebbe favorire la guarigione, la prosperità, la felicità, la pace in ogni dove?

Perchè allora rimaniamo vittime di sistemi di propaganda asserviti ai soliti registi occulti che li finanziano e che vogliono le lotte, le differenze, le crisi, la scarsità e la nostra schiavitù?

Per un motivo preciso: perchè non vogliamo risvegliarci oppure non sappiamo come fare.

E diamo ai soliti la possibilità di controllare la nostra esistenza, di manipolare le nostre idee, perchè se scoprissimo il trucco, faremmo qualcosa per detronizzarli e ci riprenderemmo la dignità e la libertà.

Questo è l’ennesimo show sul pianeta Terra

Questo è l’inganno della matrice che rende gli uomini schiavi:

  • schiavi di un’ideologia
  • schiavi di una superstizione
  • schiavi di una bugia
  • schiavi di un regime

E la storia insegna che solo pochi sono stati capaci di liberarsi dell’inganno. Ma oggi le informazioni circolano velocemente.

Oggi abbiamo più possibilità di risvegliarci.

Come? In un modo molto semplice.

Attivando la nostra intelligenza spirituale

Un abbraccio,

Paolo Milanesi

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