SPIRITUALITA'

Ambiguità della condizione umana – Pema Chodron

ciao,

sto leggendo un libro di Pema Chodron, monaca buddista di tradizione tibetana

Si intitola “Vivi nella bellezza

 

Vivi nella bellezza

Da buona buddista un concetto su cui fa leva l’autrice è quello di un’esistenza in csotante mutamento.

Ciò viene definito dal concetto di impermanenza.

In seguito a ciò la condizione dell’esistenza umana e della sua cosiddetta morale è quella di risultare ambigua.

Nella tradizione di questo maestro ci sono 3 voti importanti:

  1. impegno a non recar danno
  2. impegno di aiutare gli altri
  3. impegno di accettare il mondo così com’è senza pregiudizi

Se piacere e dolore si alternano nella nostra vita una delle cause della sofferenza è quella di resistere alle situazioni, di combattere contro di esse al posto di accettarle liberandosi dalla lotta incessante che scaturisce dal resistere ad esse.

A me piace sempre l’idea di

  • fermarmi per un attimo
  • accogliere ed accettare ciò che è
  • respirando

Vediamo cosa suggerisce questa solare buddista.

Noi siamo soliti aggrapparci all’ego, ai concetti che ci siamo costruiti su di una nostra identità fissa che crediamo inossidabile.

Cos’è che scuote le nostre certezze? Solitamente sono le crisi.

Alcuni sono bravi a dare forza e simpatia a questa nostra identità; altri la minacciano mettendola in discussione. Sono o sembrano i nostri nemici.

Shenpa è denominato l’atteggiamento di aggrapparsi all’ego e a ciò che ci dà piacere.

Ecco però arrivare una provocazione ad arrecarci disagio, a mettere in discussione quella nostra sicurezza, che a volte è arroganza.

E cosa siamo soliti fare noi? E’ chiaro. Reagire!!

Non vi dico quante volte ho reagito a qualcosa mettendo in imbarazzo anche l’interlocutore. Ebbene, ho scoperto che certe cose non sono banalità, ma fanno parte delle nostre programmazioni inconsce.

Siamo in un certo modo, ma quando reagiamo in un certo modo lo facciamo come macchine.

Ecco che prende piede una mia teoria (da dimostrare) che comunque noi siamo perfetti nelle nostre imperfezioni.

Cosa significa?

Che i nostri difetti, nella nostra vulnerabilità, si manifestano come automatismi perfetti. Comportandoci come robot perdiamo però una capacità: quella di essere padroni della nostra mente, delle nostre capacità e delle nostre reazioni.

Ecco quindi l’importanza di un lavoro sia esso sul sentiero dello sviluppo personale o spirituale.

Cosa consiglia Pema Chodron?

Ascoltate bene perchè qui c’è una chiave importantissima. Non c’è bisogno di centinaia di seminari. Non c’è bisogno di guru. Forse più avanti.

Molto spesso è la nostra interpretazione a fomentare la sofferenza riguardante un episodio che ci crea disagio.

E’ fondamentale piuttosto …..

entrare in contatto con la sensazione

Allenandosi a rimanere presenti, entrando in contatto, percependo la sensazione per quello che è e, come chiave magica aggiungo io, RESPIRANDO, si accoglie ciò che è come una madre abbraccia il suo bambino (come ci insegna Thich Nhat Hanh)

Klesha (le emozioni conflittuali che annebbiano la mente) ci portano a rimanere nel samsara (il continuo ripetere gli stessi schemi karmici)

Le emozioni sono barometri, indicatori, messaggeri

cominciamo a percepirle, ad ascoltarle, a decifrarle, a trasformarle.

Accorgersi dei shenpa, di come ci aggrappiamo all’ego, di come ci innamoriamo di sensazioni illusorie (innamorarsi di un Iphone) o di come ci aggrappiamo ad una negatività, ad un’ostilità, ad un rancore, ci dà la possibilità di rimanervi in mezzo senza costruire una trama.

Ecco che il lavoro consiste nello

  • smascherare

  • lasciar andare

  • aprire la mente e il cuore

  • ripulirsi portando consapevolezza nelle situazioni

Pema Chodron chiama il “Fare la cosa da un minuto e mezzo” la pratica di questa presenza, ossia dell’accogliere il disagio senza tessere trame mentali su di esso.

Così, nell’accettazione può accadere la magia della trasformazione.

Vi sembra facile?

No, non lo è. Ma è la magia che serve per una reale trasformazione.

Se vuoi un libro che ti sappia trasformare questo fa al caso tuo

Ricorda che non servono migliaia di libri. Ne basta uno. Assimilato, compreso, amato. Come questo:

Vivi nella bellezza

Vivi nella bellezza

Un abbraccio,

Paolo Milanesi

3 commenti

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