Storia contemporanea

MIRACOLO A SANT’ANNA

Ciao,

prendo spunto da un film che ho visto e che porta lo stesso titolo di questo post.

Il film è stato diretto da Spike Lee e trae spunto da un romanzo di James McBride. Non ha avuto un successo clamoroso, anzi, ma la tematica trattata stimola le mie riflessioni.

E’ una storia che si snoda partendo un evento, l’omicidio a sangue freddo da parte di un uomo di colore che lavora ad uno sportello postale e che uccide a bruciapelo un individuo che gli si presenta davanti. L’omicida è un ex caporale che durante la seconda guerra mondiale apparteneva alla 92esima divisione di fanteria di servizio in Italia.

Combattendo lungo la linea Gotica i militari americani arrivano in un paesino sulle Alpi Apuane tra il paesino di Sant’Anna di Stazzema, il fiume Serchio e le zone limitrofe.

Qui avverrà il 12 agosto 1944 uno dei più crudeli eccidi nazisti e qui i soldati americani vivono la loro avventura con la popolazione locale .

Nel film si combinano elementi poetici, quasi favolistici e momenti che cercano di testimoniare, anche se in modo rielaborato certe situazioni presumibilmente avvenute. In molti film accade questo.

Questa è la differenza tra un film ed un documentario. Nel film può vivere la componente creativa e assommare in sé più dimensioni, da quella linguistica a quella musicale, da quella inventiva a a quella emotiva. Come insegnano film come “La vita è bella” esiste una capacità di far vivere emozioni anche molto forti e questo può avvenire in base a certi segreti professionali dei realizzatori.

Nel film “Miracolo a Sant’Anna” rivive la storia affettiva di un soldato di colore (che porta sempre con sé la testa di una statua trovata nei pressi di Firenze che crede in grado di portare fortuna e che si svelerà essere la testa della Primavera del Ponte Santa Trinità a Firenze) che salva il bambino Angelo Torancelli. Tra i due si sviluppa un rapporto giocoso e morboso. La loro fantasia si intreccia per creare una sinergia innocente.

Nel paesino arrivano dei partigiani tra i quali ci sarà una spia che si rivelerà tale. Arrivano i nazisti che riusciranno quasi a sterminare l’intero paese.. Si salverà solo il caporale Hector Negron che tornato alla vita normale riconoscerà anni dopo proprio quella spia uccidendola. Processato, verrà salvato da un misterioso donatore che offre due milioni di dollari per la sua liberazione. Proprio quell’Angelo Torancelli anch’egli sopravvissuto.

Nel film si snodano diverse tematiche:

  • la crudeltà della guerra
  • l’ intolleranza verso gli uomini di colore e le difficoltà nei rapporti tra di loro
  • la difficile convivenza tra partigiani e fascisti in certe realtà locali
  • la visione innocente di alcune persone
  • il dramma interiore di chi vede perduta la speranza
  • il tradimento
  • la figura di un salvatore

Nel ricordare che è un film e che offre uno sguardo romanzato, il mio pensiero va alla storia.

A Sant’Anna e nelle borgate limitrofe c’erano molti sfollati, fiduciosi di trovare in quel territorio un luogo sicuro. In altre zone i nazisti si erano occupati personalmente di sfollare i civili. Qui invece rastrellarono l’intera zona senza pietà, probabilmente al fine di intimidare i rapporti tra popolazione civile e partigiani. O forse per pura atrocità. O perchè si era solo eseguito un ordine.

Era l’epoca delle rappresaglie. Riguardo la situazione di Sant’Anna ci sono stati diversi dibattiti (ad esempio le indagini dello storico Carlo Gentile) al fine di chiarire le reali responsabilità. Se in altri luoghi si era proceduto ad evacuare la popolazione perchè in quelle località vi erano ancora i civili?

Sta di fatto che quel 12 agosto vennero uccisi centinaia di civili tra i quali la vittima più piccola di soli 20 giorni. Si aprirà un processo nel 2004 dopo aver rinvenuto importanti documenti in un cosiddetto “Armadio della vergogna” scoperto a Roma. Saranno condannati all’ergastolo ufficiali e sottufficiali ultraottantenni. Polemiche ulteriori ci saranno nei riguardi della risposta degli organi tedeschi a questo processo.

12-08 -1944 Una data. Un momento nel tempo e negli spazi.

Perchè se quella data rappresenta un giorno nella storia, rappresenta milioni di realtà nel mondo.

Forse in quella data qualcuno festeggiava un compleanno o si godeva una piacevole giornata al mare. La guerra sembrava finita ma …. non lo era. In certi luoghi specialmente.

Ascoltando la testimonianza di un sopravvissuto sento che la sera prima i bambini giocavano spensieratamente. Poi …….

Il terrore!!! Il male in divisa. Senza pietà. L’invocazione delle mamme. “Che colpa ne abbiamo noi della guerra?”. Un ufficiale guarda la folla e impartisce ordini. Tra i tedeschi i collaborazionisti fascisti. Radunati e portati verso la piazzetta della chiesa. Un giovane tedesco favorisce la fuga di alcuni ragazzi, i sopravvissuti. Poi spari, grida, fuoco. Uccisi con mitragliatori, bombe, pistole. Finiti i rumori i sopravvissuti trovarono lo scempio più orrendo.

Bambini sopravvissuti che cercano gli amici, i parenti. Molti corpi erano bruciati. Di quei ricordi l’odore della carne bruciata ancora impresso nelle memorie.

Che cosa è l’uomo?

Di cosa è capace?

Certe capacità non hanno colore, razza, politica. Non sono solo di una destra o di una sinistra.

Hitler, Stalin, Pol Pot e la Cambogia, la Rhuanda, l’ex Jugoslavia…hanno avuto i loro strumenti di carneficina. Poche menti e migliaia di braccia. Certe capacità sono di alcune manifestazioni umane.

Ma si può definirle umane?

La sentenza del processo, la commozione dei sopravvissuti.

Enio Mancini, un sopravvissuto riconosce l’esigenza di giustizia, l’esigenza di non parlare, una sorta di oblio terapeutico avvenuto per anni. Poi la voglia di far partecipare di questa memoria, di far vivere principi morali. Sant’Anna può per lui diventare una palestra di educazione alla pace. E’ questo è l’impegno di queste persone.

Vedete, per me non esiste il giorno della memoria.

Per me esiste la memoria. Ed esiste la verità.

Non mi piace l’ipocrisia. Non mi piace chi usa gli ideali per nascondere una verità particolare come questa: che certi crimini non sono solo Sant’Anna di Stazzema. Per questo occorre aprire gli occhi su tutto ed allargare gli orizzonti ascoltando i venti che trasportano testimonianze. Se punti il dito contro i nazisti lo puoi e lo devi puntare anche su tanti altri. E questo non giustifica nessuno. Ma certamente noi siamo più freschi di certe realtà.

Si scopre però indagando che capaci di certi orrori sono stati comunisti, nazisti, partigiani, neri, bianchi, gialli. Non tutti i……. Alcuni.

Che cos’è un’egregora? Che cos’è quella capacità energetica di radunare gli intenti intorno a un principio benefico o al più grande maleficio, all’odio più crudele e devastante?

Cosa raduna i demoni e cosa gli angeli?

Cosa può salvare l’umanità?

In cosa consisteva il miracolo di Sant’Anna?

  • Nel fatto che il caporale fosse riuscito a salvarsi abbracciando la testa della statua?

  • Nella poesia del bambino e del soldato?

  • Nel soldato tedesco che riesce a far fuggire il bambino?

Che cos’è un miracolo?

Qualcosa che apparentemente agisce oltre la natura, secondo leggi misteriche.

Gesù compiva miracoli ma per lui erano atti scientifici.

Quale scienza può salvare l’umanità?

Quella delle nuovi armi tecnologiche?

Se l’uomo è riuscito a fare certe cose nel passato figuriamoci cosa potrebbe esser in grado di fare adesso con certe armi. Alcuni sarebbero in grado di insegnare “crudeltà applicata”

  • Quale scienza può salvare l’umanità?

  • Perchè esiste il “male”?

  • E’ possibile studiare scientificamente il “male”?

  • Cosa lo rende possibile?

  • Cosa lo può trasformare?

Che cosa è il male?

  • Un offuscamento della lucidità?

  • Mancanza di consaspevolezza?

  • Il consenso dato ad emozioni distruttive?

  • L’incapacità di considerare l’altro in una sua dignità spirituale?

Se uso la parola “spirito”, dove mi avventuro? Rischio di perdermi in territori metafisici?

Lasciando da parte certi aspetti, guardando solo la realtà umana perchè l’uomo è stato così abile nel costruire schemi di crudeltà applicata al punto da riuscire a burocratizzare, ad automatizzare pogrom, lager, genocidi attentati….

Quale scienza può salvare l’umanità?

Caro signor Enio, ho molto rispetto per la sua esperienza ed ogni volta che sento parlare di certi avvenimenti mi prende un senso di smarrimento.

  • Perchè sono accadute certe cose?

  • Perchè sono potute accadere?

Ebbene io sono convinto che esistano molte risposte, tra le quali certamente ci siano quelle più veritiere. Ma è arduo trovarle. Qui sta la conoscenza. Conoscenza dell’uomo, della sua reale natura, della reale verità connessa ad ogni fatto, ad ogni evento sulla faccia della terra.

La verità del singolo nel molteplice, del soldato nella battaglia, del politico al telefono, delle trame e degli intrighi. La verità del singolo con se stesso. Dei suoi moti interiori e della trama di ogni destino intessuta intorno a cosa?

Caro signor Enio lei parla di usare l’eccidio di sant’Anna per una palestra di educazione alla pace.

Allora il giorno della memoria non basta. Però ha ragione.

La natura insegna che dal concime possono nascere fiori bellissimi.

Quindi se un evento può insegnare da esso possono partire veri e propri campi di onesto apprendimento.

C’è solo un particolare. Chi è disposto ad apprendere?

Chi sono coloro che hanno ancora quel seme di malvagità pronto a germogliare?

Ci sono ancora…adesso….nel mondo, da qualche parte.

Sono disposti ad ascoltare? Sono disposti ad imparare?

Io sì, ma loro?

Quale scienza può salvare l’umanità?

La scienza che insegna una reale etica. La scienza che racchiude Gesù e Buddha, l’amore e la consapevolezza. La scienza che insegna la verità su noi umani, sul nostro essere, sul bene e sul male, su come la realtà interiore e quella esteriore si influenzano.

Una nuova scienza nella quale devono confluire materie come compassione, meditazione, amore, armonia, saggezza, rispetto, verità.

E’ una scienza antica ma occorre sempre rinnovarla, dandole anche vestiti sempre al passo con i tempi. Una scienza del risveglio da applicare per una palestra di educazione alla pace

Un abbraccio ed un abbraccio anche a lei caro signor Enio

Paolo Milanesi

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