SCOPO DELLA VITA

REALIZZA I TUOI TALENTI

Ciao,

oggi voglio affrontare un tema delicato. Perchè delicato? Semplicemente perchè se siamo su questo pianeta non siamo qui … a caso. Ma questa è una mia semplice constatazione. Tu avrai certamente le tue idee a riguardo. Oppure non ti sarai mai posto la questione. Per conto mio, c’è troppa perfezione anche nelle imperfezioni per credere che sia tutto casuale. Lo vediamo nella magia della biologia del corpo fisico, nella natura, nello sviluppo della tecnologia. C’è molta scienza nella vita e probabilmente anche nella psiche umana. Ancora tanto da scoprire.

Ognuno di noi ha caratteristiche particolari.

Il figlio di un mio cugino sognava fin da piccolo di pilotare gli aerei ed .. indovina cosa fa da grande? C’è chi sognava di danzare, chi di cantare, chi giocava al piccolo chimico, chi voleva riparare l’impossibile.

Ognuno di noi ha talenti specifici, e lo dico al plurale perchè potrebbero essere più di uno, anche se ciò che ti differenzia, la cosa, l’attitudine che ti distingue dagli altri è proprio quella …. particolarissima. Può essere un’attitudine, una qualità, ma che poi necessariamente è importante esprimere, canalizzare.

E’ presente in te come potenziale probabilmente dall’infanzia. Te la porti dietro chissà da dove e perchè. Eppure … c’è. Lo riconosci?

E come qualunque potenziale, come qualsiasi seme, può crescere se viene nutrito. A tal fine occorre:

  • l’ambiente adatto
  • il nutrimento adatto
  • le cure adeguate

E’ fondamentale come prima cosa riconoscere il tuo talento.

Un mio caro amico ha sempre avuto un lavoro importante ma parallelamente ha sempre coltivato una sua genialità creativamente lavorando con i plastici, modellando paesaggi, presepi, giocando con il lego per costruire nei minimi dettagli ambienti affascinanti.

Un altro amico dipingeva, così per hobby, per passione. Non era nè Van Gogh nè Raffaello. Ma a cosa gli serviva coltivare quel suo talento? Semplicemente ad esprimere quel suo talento personale e particolare che gli permetteva di rigenerarsi nei momenti di libertà. Come puro ossigeno.

Pensiamo alla vita a quanto sia creativo questo fenomeno misterioso ed insondabile. Guardati intorno per le strade, nelle campagne, ovunque tu vada. Troverai migliaia di esempi di espressione vitale, talmente tanti che a volte potresti dire “ma a cosa serve questo?”, “e quest’altro?”. Eppure, anche se non c’è un’utilità fondamentale assistiamo a centinaia di manifestazioni di qualcosa che si è voluto esprimere. La vita stessa è creatività pura.

E noi? Siamo utili? In che modo? E perchè dovremmo esprimerci a qualunque costo? Più vado avanti nella mia esistenza e più mi rendo conto della preziosità di certi insegnamenti come quelli del vangelo.

Ad esempio in Matteo 25,14-30 troviamo la parabola dei talenti che si conclude con

a chiunque ha, sarà dato e sovrabbonderà, ma a chi non ha gli sarà tolto anche quello che ha

Un padrone distribuisce dei beni a tre servi. Il primo ne raddoppia il valore, così come il secondo. Il terzo pensa solo a proteggerlo e preservarlo ma così facendo non lo fruttifica. Al ritorno il padrone lo rimprovera e lo punisce.

Essendo parabole, sono insegnamenti intrisi di sapere esoterico destinati ad un pubblico popolare, quindi è difficile sapere a cosa si riferisse esattamente Gesù nei suoi discorsi. Ma il messaggio fondamentale in questo caso è semplice. Se ci viene dato un dono, è nostro dovere coltivarlo. Dovere di che tipo? Sembra quasi esista una legge della vita, la legge della crescita. E noi la vediamo applicata in svariati ambiti. Una persona avvia un’attività, ma questa è solo la prima fase. L’induismo riconosce tre figure cosmiche (Trimurti):

  1. Brahma (il creatore)
  2. Vishnu (il preservatore)
  3. Shiva (il distruttore)

Creare, conservare, distruggere. Avviare, coltivare, portare a compimento… Occorre quindi fare funzionare un’attività, renderla produttiva. Ci sono  bar che sono sempre affollati e bar vuoti. Ristoranti pieni e ristoranti che faticano a lavorare. Venditori che ottengono buoni risultati ed altri che falliscono per svariati motivi. Certo, non tutti siamo dei geni e dei fenomeni. Eppure per quanto riguarda i talenti possiamo essere onesti con noi stessi. La nostra unicità è fatta anche e soprattutto di questi aspetti nostri, personali, originalissimi. Ciò che ci contraddistingue e ci fa sentire vivi, con un senso profondo di appagamento e realizzazione.

Se quindi sei fortunato ed hai già avuto modo di riconoscere ed esprimere i tuoi talenti mi congratulo con te. Altrimenti, ti può essere utile fermarti un attimo. Fai una specie di reset. Non guardare la tua esistenza con i soliti occhiali del passato. Fermati!! Stop!!!!!

Rifletti su queste domande:

COSA TI RENDE PIU’ FELICE?ù

COSA TI APPAGA MAGGIORMENTE?

COSA TI REGALA IL MASSIMO SENSO DI REALIZZAZIONE?

Rifletti con calma. Per una donna, l’esser madre può essere la più grande realizzazione, ma per alcune è una responsabilità spaventosa. Non è scontato.

Cosa ti rende più felice?

Scrivere, creare, passeggiare nella natura, costruire, inventare, la famiglia, esser padre insegnare ….

Prenditi del tempo per scoprire il tuo  ….. dono.

Ripensa alla tua infanzia. Cosa ti riusciva spontaneo e naturale? Riconosci dalla tua infanzia un talento specifico? Qual’è il tuo dono nascosto?

QUAL’E’ IL DONO CHE PORTI CON TE DALL’INFANZIA?

C’è qualcosa di particolare che sognavi di fare da bambino?

In che modo potresti esprimerlo?

Ora, mi sono spesso trovato sperduto nella vita, con un senso di non sentirmi compreso o di non sapere a chi chiedere consiglio o anche semplicemente sfogo. Ebbene qualcosa che può venire in nostro aiuto è .. l’immaginazione.

IMMAGINA DI TROVARTI IN PRESENZA DI UN GENIO DAL POTERE INFINITO E DALLA SAGGEZZA INFINITA

Chiedi a questo essere quello che vuoi, specialmente cosa ti può essere utile per esprimerti al meglio, per realizzare i tuoi talenti. Chiedi ti venga mostrato il tuo dono per l’umanità.

Ti lascio con una semplice domanda:

IL TUO DONO PER l’UMANITA’ … QUAL’E?

Un abbraccio

Paolo Milanesi